Per potenziare la memoria si deve fare sport

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    Memoria sport

    Le persone giovani devono fare sport, anche per rinforzare la memoria. Che l’attività fisica praticata in modo regolare faccia bene alla salute è davvero una verità che conosciamo da sempre, da quando il proverbio latino mens sana in corpore sano fu tramandato ai posteri come perla di assoluta saggezza. Ma già gli antichi greci avevano scoperto l’importanza della ginnastica come mezzo per ottenere il massimo dall’organismo umano e mantenerlo in forma e soprattutto sano. Quindi, obiettivamente, non stiamo scoprendo nulla di nuovo, semmai stiamo riuscendo a dimostrare scientificamente la validità delle intuizioni dei nostri antenati. Prendiamo, per l’appunto, il discorso legato alla memoria.

    Anche le persone giovani spesso sono afflitte da problemi a ricordare le cose, temporanei black out eccetera, tutti piccoli campanelli d’allarme da non sottovalutare. Secondo quanto scoperto da una ricerca irlandese condotta su un campione di studenti universitari sedentari, fare attività fisica ha il potere di stimolare una proteina - il fattore neutrofico cervello derivato (BDNF) del nostro cervello che è collegata proprio con le funzioni neuronali del ricordo e della memoria.

    Per arrivare a questa scoperta, gli scienziati hanno sottoposto i giovani volontari ad un test di memoria in due tempi: pre e post ginnastica. In una prima fase ai ragazzi sono state fatte visionare rapidamente delle fotografie raffiguranti visi e nomi di persone a loro estranee, nomi che dopo una breve pausa hanno dovuto cercare di ricollegare in modo corretto quando le stesse facce sono state loro riproposte al pc. Secondariamente gli studenti sono stati divisi in due gruppi.

    Uno è stato sottoposto ad un allenamento di cyclette di mezzora piuttosto intenso, l’altro è rimasto tranquillamente seduto in poltrona. Come forse avrete già intuito, sottoposti nuovamente allo stesso test di memoria, la performance degli studenti che avevano “pedalato” è stata nettamente superiore sia a quella dei compagni rimasti in ozio, sia alla loro stessa prova precedente.

    L’attività fisica aveva, quindi, aumentato il loro livello di proteina Bdnf e conseguentemente migliorato la loro memoria. “Il fattore Bdnf – spiegano gli esperti – è quello che cresce più velocemente e maggiormente, e anche il più promettente. Sembra essere la chiave non solo per preservare la memoria, ma anche le capacità cognitive”.