Per il trapianto di cellule staminali non esisteranno più limiti d’età

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    Ottima notizia relativa al trapianto di cellule staminali da midollo osseo per contrastare i tumori del sangue e dei linfonodi (come le leucemie, ma anche il tumore non-Hogkin): da ora in avanti non sarà più imposto un limite di età per potervi accedere. Si tratta davvero di un grosso passo avanti, perché fino ad ora il trapianto di staminali allogeniche (ovvero prelevate dal midollo osseo di un donatore compatibile), veniva riservato alle persone al di sotto della soglia critica dei 55 anni, senza tenere conto, però, che è dai 50 anni in su che si verificano con maggiore frequenza questo tipo di tumori.

    Uno studio americano, condotto dai ricercatori del Fred Hutchinson Cancer Research Center e coordinato dal dott. Mohamed Sorror, ha infatti dimostrato che la differenza di sopravvivenza al tumore dopo il trapianto non cambia a seconda dell’età (quindi con una minore probabilità di vivere a lungo per i trapiantati “anziani”), ma a seconda dell’aggressività del cancro.

    Le aspettative di vita “libera” dalla malattia dopo l’intervento per gli over 55 è risultato pari al 32%, e la sopravvivenza ai 5 anni dalle cure pari al 35%. “Parliamo di un terzo dei pazienti – ha commentano Sorror – Può sembrare poco, ma si tratta di persone che senza trapianto avrebbero avuto un’aspettativa di vita di pochi mesi. Inoltre, il tasso di sopravvivenza a cinque anni sale al 69% se si calcolano solo le persone con un miglior stato di salute e un tumore poco aggressivo”.

    La ricerca Usa ha coinvolto 372 pazienti affetti da tumori del sangue, con un’età compresa tra i 60 e i 75 anni (quindi ben oltre la soglia-limite) tutti sottoposti al mini-allotrapianto tra il 1998 e il 2008. Quest’ultima tecnica consiste in un trapianto minimo, con ridotta somministrazione di farmaci e perciò meno “pesante” da tollerare per il ricevente.

    “In pratica – spiega il prof. di Ematologia presso la Sapienza di Roma, Robin Foà – per eliminare le cellule cancerose residue e fare piazza pulita prima di trapiantare quelle sane, pur mantenendo una buona efficacia, si utilizzano chemioterapici meno tossici e dosi minori di radiazioni, più facili da sopportare per l’organismo di un 60-70enne”.

    Dolcetto o scherzetto?