Pentole in materiali cancerogeni made in China, attenzione alle truffe

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    Pentole cinesi cancerogene

    Attenzione a pentole e tegami in materiali tossici, addirittura cancerogeni, che giungono in Europa (e in Italia) dalla Cina per essere venduti, questo è l’allarme lanciato dai sistemi di controllo europei (Rasff) a proposito della grande quantità di accessori da cucina made in China che riempiono anche i nostri empori. Come districarsi e sapere che le pentole dentro alle quali cuciniamo i nostri cibi non mettono a rischio la nostra salute? A sollevare in modo più “rumoroso” il problema è stato Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei diritti”, a cui tutti noi consumatori possiamo rivolgerci per questa, e per tante altre questioni.

    Secondo D’Agata, anche se il nostro Ministero della Salute rende noto che in Italia i controlli sono accuratissimi e aggirarli praticamente impossibile, non bisogna comunque mai abbassare la guardia. Solo dal mese di luglio, infatti, nel nostro Paese sono giunti da Cina e Hong Kong 467 lotti, dei quali 5 non erano a norma, ovvero, erano tossici.

    «Il caso più clamoroso – informa una nota del Ministero – riguarda una pentola per friggere in arrivo da Hong Kong in cui è stata evidenziata una migrazione di composti pari a 1000 mg/Kg. Ciò significa che con il calore, il tegame avrebbe rilasciato un grammo di sostanze nocive per ogni chilo di pietanze cotte al suo interno. Tra i composti tossici c’è anche il manganese, e il cromo, uno dei principali componenti degli acciai usati per realizzare utensili: in alcuni coltelli e forbici per alimenti sono state rilevate emissioni di cromo cinquecento volte oltre i limiti».

    Insomma, vere e proprie armi chimiche improprie in grado di avvelenarci. L’unica soluzione, per proteggerci, è che le maglie dei controlli siano quanto più strette possibile, e a quanto pare in Italia siamo tra i più attenti e rigorosi, come spiega Silvio Borriello, Direttore generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e della nutrizione del Ministero della Salute: “A differenza di altri stati membri noi svolgiamo accertamenti sanitari alle frontiere, e non solo controlli fiscali alla dogana.

    A ciò si aggiunge il potere di vigilanza delle Asl in fase di commercializzazione della merce». Prova ne sia che secondo il Rasff l’Italia è il primo Paese, in Europa, quanto a numero di segnalazioni (di merce non a norma e quindi soggetta a restituzione o distruzione se nociva per la salute pubblica), il che ci conforta, ma questo non impedisce che qualcosa sfugga comunque.

    Che fare? Effettuare i vostri acquisti relativi agli utensili da cucina in punti vendita conosciuti e soprattutto non farvi incantare troppo dalle sirene dei prezzi stracciati, che a volte nascondono delle truffe. Materiali scadenti e tegami che si guastano subito vi fanno forse risparmiare? Direi di no, perciò… occhio!

    Dolcetto o scherzetto?