Parkinson: si sperimentano nuove cure contro i sintomi

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    Parkinson terapie

    Il morbo di Parkinson è una malattia degenerativa del sistema nervoso centrale, che insorge in età avanzata, o comunque, di solito, dopo i 60 anni, probabilmente determinata da un mix di fattori genetici e ambientali. Fondamentalmente, è una patologia che accompagna l’invecchiamento, la cui sintomatologia è caratterizzata principalmente da disturbi motori e dal caratteristico “tremore”. Si tratta di un male insidioso perché cronico e progressivo, in altri termini, dal Parkinson non si guarisce, anche se il decorso può essere più o meno rapido.

    Quello che la ricerca medica sta cercando di fare, è però quello di rallenatare il progresso della malattia e, soprattutto, cercare di alleviare, nei pazienti, i sintomi che maggiormente compromettono la qualità della vita. A tal proposito, vi segnalo nuove cure in sperimentazione presso il policlinico Gemelli di Roma (uno studio tutto italiano, quindi), basate sull’uso di elettrodi.

    In pratica, si tratterebbe di combattere e alleviare alcuni degli effetti del morbo di Parkinson che non si è riusciti a contrastare per via farmacologica, inserendo nel cervello degli ammalati degli elettrodi che permettano una stimolazione mirata, detta neuromodulazione. Se ne è parlato durante il recente convegno dell’Unità Operativa di Neurochirurgia funzionale e spinale diretta dal prof Mauro Meglio.

    La stimolazione della parte profonda del cervello per mezzo di elettrodi, anche se per un profano può apparire come una pratica degna del dott. Frankenstein, in realtà è una terapia assolutamente indolore , che agisce in modo mirato sulle aree cerebrali colpite dal male. Una nuova frontiera che, speriamo, porti presto benefici ai tanti malati di Parkinson del nostro Paese, e non solo.

    Dolcetto o scherzetto?