Paraplegica da 20 anni per un incidente di sci, riprende a camminare grazie a gambe “robotiche”

da , il

    Amanda Boxtel gambe robotiche

    Potremmo definirla la “donna bionica”, Amanda Boxtel, la paraplegica che ha potuto riprendere a camminare grazie a due gambe “robotiche” costruite apposta per lei con una tecnologia avanzatissima. La storia di questa 43enne bionda e solare è davvero peculiare e bella da raccontare, perché offre una speranza a chi ha perso l’uso degli arti. Nel caso di Amanda, ragazza sportivissima australiana, la vita si blocca (letteralmente) il 27 febbraio del 1992, quando un brutto incidente sugli sci le procura una lesione midollare che non lascia scampo: paralisi.

    Così la ragazza è costretta all’uso della carrozzina per muoversi, ma non si arrende alla sua condizione di paraplegica. Le tutte per riprendere a camminare, persino un trapianto di staminali in India, ma a ridarle l’uso della gambe è invece stato un dispositivo bionico in acciaio e fibra di carbonio, l’esoscheletro, anche definito “elegs”, messo a punto dagli specialisti dell’Università californiana di Berkley, originariamente studiato per usi militari.

    Amanda Boxtel fu la prima “civile” paraplegica ad essere chiamata per sperimentare le elegs, nel 2010, e questa fu la sua entusiastica dichiarazione: “Per 18 anni ero rimasta ferma sulla mia carrozzella ed ero scettica. Poi ho appoggiato i talloni per terra, ho mosso il mio peso in avanti, un passo alla volta. La prima volta che ho camminato ho piano”.

    Il successo dell’esoscheletro su Amanda ha spinto per la commercializzazione del prototipo, anche se limitatamente al mercato americano. Ovviamente come testimonial venne scelta la Boxtel, la quale, ora è arrivata in Europa per presentare questo straordinario strumento bionico al Salone Internazionale delle Tecnologie di Londra.

    L’esoscheletro è costituito da uno zainetto dotato di batterie e ioni di litio (la cui durata è di sei ore continuate), da “ossa” sintetiche in acciaio e carbonio che vengono applicate alle gambe e che sono fornite di sensori per il movimento, e due stampelle. Con questo armamentario, peraltro davvero leggero e non ingombrante, anche una persona paraplegica può sperimentare il moto sulle proprie gambe. Un miracolo tecnologico che, speriamo, possa essere reso presto disponibile a quante più persone affette da paralisi possibile.