Paracetamolo: può provocare danni al fegato

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    Il paracetamolo se preso in dosi eccessive può provocare danni epatici. L’avvertenza è ben chiara in tutti i foglietti illustrativi, quindi non si tratta di una novità, ma la Food and Drug Administration ha chiesto alle aziende farmaceutiche produttrici dei medicinali a base di paracetamolo delimitarne la potenza ad un massimo di 325mg per dose di somministrazione. Oltre tale dosaggio si richiede la prescrizione del medico curante ora non necessaria. Si richiede inoltre la creazione di un boxed warning che evidenzi il potenziale di danno epatico grave e quello di reazioni allergiche avverse.

    Tra queste: gonfiore del viso, della bocca e della gola, difficoltà respiratorie, prurito, rash. Il tutto per prevenire il rischio di danni pericolosi per il fegato, come l’insufficienza epatica, nell’eventualità di un sovra dosaggio. Quale è il problema? Per chi non lo sapesse il paracetamolo è alla base della comune Tachipirina, e dell’Efferalgan, ovvero i farmaci più venduti ed usati, nei casi di febbre o dolori: ha infatti capacità antipiretiche ed analgesiche. In Italia le confezioni che acquistiamo liberamente in farmacia arrivano fino ai 1000 mg per dose consigliata per gli adulti e 500 mg per i bambini sopra i 20 chilogrammi di peso corporeo. Quindi nettamente superiori alle dosi considerate pericolose. Ora va detto che tutto ciò forse rappresenta un eccesso di zelo, perché la stessa FDA, pur sottolineando il problema, avverte i pazienti che non bisogna sospendere l’assunzione di tale farmaco, senza l’espressa indicazione del medico, piuttosto occorre prestare attenzione e leggere con precisioni i foglietti illustrativi.

    Comunque sia l’allarme è stato creato e giustamente, alcune associazioni di consumatori, chiedono anche al nostro Ministro per la salute Ferruccio Fazio di attivarsi in una serie di verifiche e controlli sui danni possibili di questo prezioso medicinale nel controllo dei sintomi dell’influenza.

    Dolcetto o scherzetto?