Pap test: tre italiane su quattro lo fanno

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    pap test le donne lo fanno

    Tre italiane su quattro fanno il pap test almeno ogni tre anni, così come suggerito con lo screening nazionale. Il trend è in deciso aumento ed ha un significato particolare. Come sapete, amiche di Pourfemme, il pap test è uno strumento di diagnosi precoce fondamentale per il tumore al collo dell’utero. E’ talmente importante che il SSN (Sistema Sanitario Nazionale) offre la possibilità di sottoporsi a questo esame gratuitamente. Ne risulta una mortalità generale decisamente diminuita. Ma si può fare di più. Specie nel meridione dove, secondo il rapporto Passi c’è minore attenzione alla prevenzione.

    Il rapporto Passi, (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), voluto dall’Istituto Superiore di Sanità ha infatti intervistato le donne italiane riguardo le loro abitudini nei confronti di questa indagine diagnostica. Secondo le ultime interviste il 73% delle italiane di età compresa tra i 25 ed i 64 anni si sottopone con regolarità al pap-test, entro i limiti di tempo consigliati e la metà circa di queste lo fa per iniziativa personale, ovvero senza la “spinta” dell’invito gratuito alla Asl per lo screening. Purtroppo però si tratta di una media nazionale, il che indica delle donne particolarmente attente alla propria salute al centro Italia e al Nord, mentre, come dicevamo al sud le cose si fanno più complesse:solo il 50% delle donne si sottopone al pap test!

    Ad incidere negativamente il livello di istruzione e le difficoltà economiche. E’ indubbio che occorre lavorare in questo senso con nuove campagne informative, ma rispetto al passato siamo comunque a buon punto! Non bisogna abbassare la guardia però, anzi tra le conclusioni dello studio Passi si evince la possibilità di debellare totalmente la mortalità per il cancro della cervice uterina. Oltre al pap test esistono infatti nuovi strumenti d’azione nel campo della prevenzione: l’individuazione della causa virale del cancro cervicale, in alcuni tipi del virus del papilloma umano (Hpv); la messa a punto di un vaccino e l’offerta tramite il servizio sanitario nazionale; la realizzazione di un test per l’Hpv e il suo utilizzo per la diagnosi e nel follow up, ma anche per lo screening basato sul test Hr-Hpv come test primario. Insomma, grandi progetti e speranze per combattere il secondo tumore femminile per frequenza.