Padri separati: la storia di Daniele, “bancomat full time”

Intervista a Daniele, uno dei tanti padri separati che ci racconta la vita di un papà in seguito alla separazione. Il problema dell'assegno famigliare, del genitore non collocatario, delle conseguenze devastanti a livello psicologico e di tutto ciò che deve superare un padre separato.

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    Padri separati: la storia di Daniele, “bancomat full time”

    Una sentenza di civiltà, che tiene conto dei cambiamenti sociali e assesta una spallata alle rendite parassitarie, o un pronunciamento che rischia di indebolire ancora di più chi è già debole? Della sentenza della Corte di Cassazione che ha indicato nuovi criteri per l’assegno al coniuge debole in caso di divorzio, per ora, si può dire solo che ha avuto il merito di scuotere delle acque stagnanti da troppo tempo. Ma appare evidente che non esaurisce la questione e, anzi, allo stato attuale, rischia di esacerbare situazioni già complicate, con “studi legali presi d’assalto”.

    Di seguito un’intervista ad uno dei tanti padri separati, Daniele, che ha voluto condividere il suo punto di vista.

    Sposarsi, scrivono i supremi giudici nella sentenza 11504, è un “atto di libertà e autoresponsabilità” e se le cose vanno male si torna a essere “persone singole”, senza rendite di posizione. Cosa ne pensa?

    “Penso che finalmente abbia prevalso il buonsenso. Mi spiego: finora valeva la regola di dover consentire all’ex coniuge di mantenere lo stesso tenore di vita avuto in costanza di matrimonio.

    Ma se si volesse continuare a vivere come quando si è sposati, allora non avrebbe senso separarsi. Questa è solo una delle tante storture giuridiche che si applicano nei tribunali.”

    Qual è la vita, oggi, di un padre separato?

    “Oggi un padre separato è un padre part-time che, nella maggior parte dei casi, è ridotto alla sola funzione di bancomat.

    Il tribunale stabilisce poche ore di “diritto di visita del genitore non collocatario al figlio” (figura, anche questa, che non è presente in nessun codice di nessun ordinamento, ma che ha un’origine prettamente giurisprudenziale), con conseguente assegno di mantenimento che varia a seconda del reddito, in questo caso del padre, a cui vanno aggiunte le cosiddette “spese straordinarie”, sulle quali non è mai stata fatta chiarezza su quali siano da considerare tali e che scatenano continue diatribe tra i genitori.

    Inoltre i tribunali non tengono in considerazione in alcun modo gli impegni lavorativi, quindi se sei fortunato che in quelle poche ore di quei pochi giorni sei libero bene, altrimenti ti arrangi.

    Poi, siccome la casa coniugale nella stragrande maggioranza dei casi rimane alla ex moglie, ci sono le spese di un altro affitto o di un altro mutuo con relative utenze, la spesa, il mantenimento dell’auto per andare al lavoro, eccetera.”

    Cosa le resta del suo stipendio a fine mese?

    “Tolto il mantenimento, le cosiddette spese straordinarie di cui parlavo sopra (che comunque ci sono tutti i mesi) e le spese di casa, non rimane niente.”

    Che tipo di vita riesce a condurre? Mi auguro dignitosa…

    “Per fortuna in famiglia lavoriamo in due, con la mia attuale moglie, quindi riusciamo a cavarcela abbastanza bene, ma lo stesso non posso dire di chi una vita non se l’è rifatta (e ne conosco diversi) che sono stati costretti a tornare a vivere con i genitori o peggio, a dormire in auto.”

    Che tipo di accordi avete preso per quanto riguarda l’assegno di mantenimento?

    “Siccome eravamo in totale disaccordo, la cifra l’ha stabilita il tribunale sulla base del mio reddito da lavoratore dipendente.”

    Qual è la cosa che le fa più tristezza? Anche riguardo al vostro rapporto e a questa situazione.

    “Il doverne sempre fare una questione economica. Si riduce sempre tutto ai soldi.”

    Ho sentito di casi estremi, di donne che “puntando a liberarsi per sempre dell’ex”, ricorrono all’accusa di abusi sessuali. Arriva all’86% la quota di denunce di abusi sessuali contro uomini che deriva da una causa di separazione. In attesa delle indagini, i giudici spesso interrompono la frequentazione padre-figlio. Ti riguarda questo fatto?

    “Grazie a Dio no, ma non sono rari questi. Le false accuse sono una piaga da debellare, e invece anche quando è assodata l’estraneità del padre a queste infamie, la controparte ne esce sempre pulita e senza conseguenze. Questo è inaccettabile.

    Senza contare gli innumerevoli casi di alienazione parentale, (PAS) la sindrome di cui viene negata persino l’esistenza da parte di chi la mette in atto, ovviamente, e che porta al rifiuto totale del genitore da parte del figlio, con conseguenze devastanti a livello psicologico per chi la subisce.”

    Le faccio una provocazione: donne spietate e tribunali schierati da una parte e maschi vittime dall’altra?

    “No, non me la sento di affermare questo, anche perché purtroppo ci sono anche padri menefreghisti ed egoisti che lasciano veramente le madri dei loro figli sole e senza alcun tipo di sostegno economico, facendo perdere le proprie tracce. E così si trovano a dover fare da padre e da madre allo stesso tempo, facendo grandi sacrifici. Non tutti siamo vittime, così come non tutti siamo carnefici.”

    Servono, secondo lei, delle garanzie prematrimoniali?

    “Per come la vedo io, sposarsi non è un obbligo, quindi non si possono pretendere garanzie. Se proprio uno non vuol rischiare, può sempre rimanere single.”