Oggi la Giornata Mondiale del Diabete, una malattia globale

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    Si celebra oggi ufficialmente la Giornata mondiale del diabete. I nuovi dati forniti dalla International Diabetes Federation (Idf) che organizza l’evento insieme all’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e alle Nazioni Unite, parlano di 366 milioni di persone colpite da diabete! E’ una vera pandemia con dei costi sanitari che superano i 465 miliardi di dollari, mentre sono incalcolabili i danni sociali: ogni anno perdono la vita a causa delle complicanze di questa patologia più di 4,6 mioni di pazienti al mondo ed il diabete rimane tra le prime dieci cause di disabilità in assoluto: provoca cecità, come ben sapete e comporta spesso amputazioni degli arti inferiori (piede diabetico).

    Raccontare o leggere queste cifre deve necessariamente portare ad una inversione di tendenza. Abbiamo già visto come il diabete si possa prevenire grazie a piccole attenzioni quotidiane, ad uno stile di vita che contempli l’attività motoria in primis (almeno 30 minuti di passeggiata al giorno non dobbiamo negarcela), il mantenimento del peso corporeo negli standard (ricordiamo che tra obesità e diabete c’è una stretta relazione, a tal punto che si parla di Diabesity, quale nuova patologia che comprende ambedue le condizioni), e soprattutto il controllo di un’alimentazione sana e dei valori della glicemia. Occorre fermare questa epidemia che colpisce ogni Paese, ricco e povero, ma uccide e rende disabili solo i deboli economicamente.

    Esiste la possibilità di prevenire il diabete, come pure i farmaci per curarlo, tenerlo sotto controllo, ma non sono accessibili a tutti nel mondo e questo non è accettabile in una società civile. Mentre le organizzazioni internazionali studiano e cercano di applicare strategie mirate, la Giornata Mondiale del diabete serve a rendere partecipe tutta la popolazione dei rischi per la salute, anche e soprattutto individuale. In molti hanno il diabete senza saperlo o comunque manifestano glicemia alta troppo spesso. Oggi scendiami in piazza ed andiamo ad informarci.