Obesità, la chirurgia dimezza la mortalità ma altera il senso del gusto

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    L’obesità è una delle grandi emergenze sanitarie del mondo industrializzato, un fenomeno in crescita che purtroppo interessa anche il nostro Paese. In Italia il problema è ormai trasversale, transgender (perché gli obesi sono sia uomini che donne) e trans generazionale. Bambini e adulti accomunati dallo stesso accumulo adiposo che non di rado interessa i membri di una stessa famiglia. Come si può combattere una condizione potenzialmente letale? Anche se non ci si pensa, specialmente in giovane età, bisogna tener presente che proprio l’obesità è una delle grandi cause di morte precoce, perché scombussola completamente l’organismo, lo intossica, lo rallenta, scompensa i suoi parametri vitali e lo affatica.

    Diabete e malattie cardiache sono perciò la naturale conseguenza di questa condizione. L’obesità si dovrebbe combattere innanzi tutto modificando la propria dieta e facendo più esercizio fisico, tuttavia, nei casi più gravi, tutto questo potrebbe non bastare. E nel frattempo, la quantità abnorme di grasso corporeo, pian piano inficia la buona funzionalità degli organi interni, cuore in primis, abbassando, di fatto, le aspettative di vita della persona obesa.

    Chirurgia bariatrica contro l’obesità

    In aiuto del paziente con obesità importante esiste la chirurgia bariatrica. Si tratta di interventi mirati – il bendaggio gastrico e il by-pass gastrico – che, con degli accorgimenti meccanici, impediscono all’organismo di assimilare più di un certo quantitativo di cibo. In questo modo, il paziente dimagrisce sicuramente anche di parecchie decine di kg. Trattandosi di operazioni chirurgiche che possono avere degli effetti collaterali, sono sempre stati circondati da molte perplessità e polemiche.

    A sostegno, però, di questo tipo di soluzione ci sono i dati di uno studio italiano dello scorso anno, condotto dai ricercatori dell’Università di Milano, Antonio Pontiroli e Alberto Morabito. Dalle ricerche emergeva che la chirurgia bariatrica per combattere l’obesità importante può dimezzare il rischio di mortalità a lungo termine. La chirurgia bariatrica viene scelta da un numero sempre crescente di pazienti, infatti gli interventi di bendaggio e by-pass gastrico nel mondo sono stati 350mila solo nel 2008. Una cifra destinata sicuramente ad aumentare, vista la crescita percentuale globale dell’obesità.

    Con la chirurgia bariatrica si modifica anche il gusto

    Se la chirurgia bariatrica giunge in aiuto dei pazienti fortemente obesi, è però anche vero che esistono degli effetti collaterali non gravi, ma fastidiosi. Uno di questi è il cambiamento nella percezione del gusto, cosa che, peraltro, aiuta proprio a dimagrire. Da un lato si perde, dall’altro si guadagna (in salute). Il problema è stato messo in luce dagli studi condotti sui topi dall’endocrinologo Carel Le Roux dell’Imperial Weight Centre di Londra, e spiegati in un articolo pubblicato sulla rivista New Scientist. A quanto pare, gli interventi di by-pass gastrico e bendaggio gastrico, modificano la produzione degli ormoni dell’appetito (specie la grielina) e quelli della sazietà (i peptidi GLP-1, YY e PYY), in modo tale che i secondi prevalgono sui primi.

    Fin qui, tutto molto positivo, purtroppo c’è anche il rovescio della medaglia, come spiega il prof. Le Roux: “Dopo l’intervento il cervello cambia radicalmente gusti e rifiuta i cibi prediletti da sempre: in particolare gli zuccheri e i grassi”. E’ proprio il cambiamento a livello cerebrale, nelle aree dove si situa la percezione del gusto, che viene coinvolto, ecco perché poi le cose non tornano più come prima. Certo si tratta di un risvolto poco piacevole per un buongustaio, ma per il resto, direi che il gioco vale la candela.