Obesità e discriminazione: cosa c’è dietro al pregiudizio?

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    Donne e obesità

    L’obesità è una malattia e, in quanto tale, va curata in modo adeguato. A differenza di quanto si pensi, però, guarire non è sempre facile e spesso la sola forza di volontà non basta. Così come si deve rispetto a chiunque, ognuno di noi è tenuto ad avere massimo rispetto per chi ha a che fare ogni giorno con questa patologia complessa. Un concetto che in tanti non riescono a fare proprio: ancora troppo spesso l’obeso è costretto a fare i conti con il giudizio (a)morale della gente, che in alcuni casi arriva persino a disprezzare e condannare.

    Ma cosa si nasconde dietro a questo sentimento negativo apparentemente irrazionale? Se lo è chiesto il dott. Lanny Vartanian: per rispondere ha effettuato un’indagine approfondita insieme ai colleghi della University of New South Wales (UNSW). Una ricerca che ha coinvolto un campione di trecento studenti universitari americani, ai quali è stato chiesto di esprimere un giudizio nei confronti di quindici gruppi di persone comprendenti obesi, ma anche religiosi, politici, anziani, fumatori e omosessuali.

    A quanto pare, la repulsione nei confronti delle persone grasse non parte da un ragionamento logico, ma è puramente istintuale, frutto di alcuni pregiudizi radicati. Così come il fumo per i fumatori, l’obesità è vista erroneamente come una “colpa” e chi ne soffre è un debole incapace di far fronte al problema. Questo pregiudizio è purtroppo tanto diffuso da intaccare la vita sociale degli obesi, che spesso non riescono a guarire proprio perchè vivono male la loro condizione. A causa della discriminazione, l’obesità genera depressione e la depressione rallenta il processo di guarigione, in un circolo vizioso da cui è difficilissimo venir fuori.

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    Dolcetto o scherzetto?