Nuovi casi di tubercolosi preoccupanti nel nostro Paese

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    La tubercolosi continua a colpire nel nostro Paese. Non si è ancora conclusa la questione che riguarda il caso di contagio da tbc dei neonati avvenuto presso il Policlinico Gemelli di Roma, si tiene sotto controllo anche la situazione di una scuola di Roma Nord ed ecco spuntare nuovi preoccupanti allarmi. Il primo, di qualche giorno fa che riguarda la facoltà di medicina dell’Università di Torino ed l’ultimo di ieri mattina che viene dal Veneto e riguarda un’adolescente di Bassano del Grappa. La ragazzina era stata ricoverata qualche giorno orsono, con i sintomi tipici della tubercolosi polmonare, ora confermata. E’ subito iniziato il protocollo di cura antibiotica a cui la giovane paziente sembra rispondere positivamente.

    E questo va sottolineato, perché in generale, in Europa, la tubercolosi può essere tenuta adeguatamente sotto controllo con gli antibiotici. Il problema è l’espandersi dell’infezione. Il policlinico Gemelli è stato un caso molto particolare perché ha riguardato un contagio su un grande numero di neonati, una casistica unica al mondo che finirà negli annali della storia della medicina e della tbc in primis, ma anche qui siamo in presenza di un potenziale alto contagio: verranno sottoposti al test della tubercolosi tutti i familiari della ragazza oltre che i suoi insegnanti, compagni di scuola, amici e conoscenti. Purtroppo il liceo Brocchi frequentato dalla studentessa è il più popoloso della zona. Intorno alla ragazza ruotano dunque migliaia di persone da controllare. Lo stesso accade in questi giorni presso gli ospedali frequentati dagli studenti di medicina dell’Università degli studi di Torino e presso la facoltà stessa, da dove proveniva un’altra ragazza risultata ammalata una settimana fa circa.

    Ricordiamo alcune caratteristiche della Tbc per non preoccupare troppo: chi si contagia non sviluppa necessariamente la malattia che comunque può essere curata e tenuta sotto controllo, benché la terapia antibiotica comporti i suoi effetti collaterali. Può contagiare solo chi ha la malattia in forma attiva. I test (non sempre precisissimi) servono solo per avviare una terapia di profilassi in caso di positività al contagio. Non bisogna allarmarsi troppo. Certo è che la tbc è tornata prepotentemente in Italia.