Non tutti i nutrizionisti amano e consigliano la Dieta a Zona, ecco perché

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    Non tutti i nutrizionisti amano e consigliano la dieta a zona, anzi, la maggior parte dei professionisti del settore tende a criticare profondamente i principi nutrizionali che ne sono alla base. Essenzialmente si nega la validità delle tesi del biochimico Barry Sears perché non esiterebbero ricerche scientifiche dirette, atte ad avvalorare le sue conclusioni. Inoltre, ed invece, l’American Heart Association criticando tutti i regimi alimentari basati sulle proteine, ha sottolineato come la dieta a zona non solo avesse questo limite (di essere ipocalorica ed iperproteica), ma incautamente fosse responsabile anche dell’aumento dei grassi saturi animali, pericolosi.

    L‘AIDAP associazione italiana disturbi dell’alimentazione e del peso, invece sottolinea come non esistano basi scientifiche per arrivare a confermare due assunti basilari della dieta a zona: ovvero che sia in grado di regolare totalmente la produzione d’insulina e di glucagone; e che l’insulina produca eicosanoidi “cattivi” e il glucagone “buoni”. Essenzialmente però, nonostante la dieta a zona sia basata sul rapporto 40:30:30 in cui la prima cifra (la più consistente) corrisponde ai carboidrati necessari al corretto equilibrio nutrizionale in rapporto alle proteine e ai grassi, la dieta di Barry Sears è profondamente criticata in quanto ritenuta iperproteica.

    Ma lo specialista si difende ormai da anni strenuamente spiegando che comunque la maggior parte del fabbisogno calorico è raggiunto dal 40% di carboidrati e le proteine sono in rapporto le stesse di ogni altra dieta consigliata da un medico nutrizionista e dunque molto vicine a quelle raccomandate dall’American Diabets Association statunitense. Inoltre secondo Sears, un regime iperproteico si ha quando il consumo di proteine aumenta a scapito della frutta e della verdura: niente di più errato visto che la dieta a zona consiglia invece un aumento di tali alimenti. Anzi, in più di un’occasione (soprattutto nei suoi libri) lo stesso Sears si è dichiarato “uno dei più severi critici delle diete iperproteiche, poiché non solo non sono salutari ma addirittura pericolose”.

    Per noi comuni mortali è difficile dire chi abbia ragione, ma è chiaro che il successo della dieta a zona negli anni parla già da sola. Siamo comunque d’accordo su un fatto: no alle diete fai da te, mai, e quella di Sears non può proprio definirsi tale, vista la precisione ed il rigire delle regole che la caratterizzano.