Noduli o tumore al seno, quali indagini diagnostiche?

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    Un nodulo al seno. La prima cosa che si pensa è la peggiore: potrebbe essere un tumore. Eppure fortunatamente non sempre è così, ma esistono strumenti ben precisi per fare un’accurata diagnosi. Scopriamone insieme indicazioni e caratteristiche. Prima di tutto c’è l’autopalpazione, dalla quale si evince la presenza o meno di un nodulo. E’ importante questa pratica, ma è meglio ancora se con regolarità la esegue anche il medico senologo. Un “esame manuale del seno” dunque può essere inteso come primo strumento di screening per l’individuazione di un carcinoma mammario o il primo passo verso la diagnosi di un nodulo.

    Individuare la presenza di una massa, come sapete però non basta. Dal punto di vista della visita medica sono importanti altri fattori, come ad esempio un arrossamento della pelle nell’area del nodulo, ma soprattutto serve fare una mammografia, atta a delineare adeguatamente la neoformazione. La mammografia va fatta sempre bilateralmente, anche se il nodulo è solo su un lato o se non vi è presenza alcuna di grumi. Nel 90% dei casi, se un cancro c’è, questa indagine diagnostica è in grado di individuarlo. In mancanza di noduli al tatto, lo screening termina qui, con una negatività mammografica, ma considerato il 10% di mancate diagnosi, spesso soprattutto in presenza di masse (o secrezioni dal capezzolo) si può ulteriormente procedere con biopsia e altre indagini diagnostiche.

    A seconda dei casi può essere importante anche un’ecografia: gli ultrasuoni sono infatti in grado di distinguere una ciste (piena di liquido, benigna) da masse solide (cancerose o meno). Questa indagine diagnostica è solitamente indicata per le donne giovani al posto o prima della mammografia. Ovviamente, se ci sono dubbi, si procede con altre indagini specifiche. Negli ultimi tempi si sta affermando anche l’utilizzo della risonanza magnetica per individuare un nodulo o un tumore al seno. Anzi, sembra essere la metodica più sensibile e precisa secondo alcuni specialisti. Nella maggior parte dei casi, la RM è eseguita se i risultati delle valutazioni della mammografia ed ecografia non sono decisivi.

    Non è l’indagine primaria d’elezione, perché più complicata da eseguire come standard di screening, ma anche perché non individua ad esempio la presenza di depositi di calcio (che possono indicare una formazione iniziale neoplastica) visibili al contrario dalla mammografia. Questo accade perché i raggi della risonanza magnetica sono sensibili alle maggiori affluenze di sangue tipiche dei tessuti cancerosi. Tranquille insomma donne, basta affidarsi ad un bravo medico e seguire con calma le indicazioni date per la diagnostica.

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