Nei e tumori della pelle: come riconoscerli

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    Nei e tumori della pelle, come riconoscere le lesioni che possono aggravarsi fino a diventare maligne? Un tema complesso, ricco di falsi miti e parecchia disinformazione, che merita un po’ di chiarezza. Sono molti, forse ancora troppi, quelli che pensano che il binomio nei e tumori sia una sorta di coppia di ferro causa effetto senza troppe vie d’uscita. I nei non sono per forza sintomo o causa di un tumore. Solo in determinati casi possono diventare rischiosi. Ecco quando e come riconoscerli.

    I nei non sono tumori

    La premessa d’obbligo è che nei e tumori non sono la stessa cosa. Sono due realtà ben distinte. I nei, detti anche nevi, non sono altro che il risultato della proliferazione benigna dei melanociti, le cellule cutanee deputate alla formazione della melanina, il pigmento che conferisce colore alla pelle e che la protegge dai danni delle radiazioni solari. I tumori sono tutta un’altra cosa.

    Come riconoscerli

    Per riconoscere i tumori o, meglio, le formazioni cutanee potenzialmente pericolose, meglio imparare a distinguerli bene dai tumori. Se i nei solitamente sono caratterizzati da contorni netti, una superficie liscia oppure leggermente rugosa e di dimensioni variabili da pochi millimetri a diversi centimetri, i tumori no. Il melanoma, però, potrebbe essere legato a un neo, ma non per forza: in un numero limitato di casi i nevi possono trasformarsi in un tumore della pelle in cui i melanociti si alterano e diventano maligni. In molti casi il melanoma non compare sulla pelle integra, ma proprio in corrispondenza di un nevo presente fin dalla nascita o comparso in seguito. Da considerare osservati speciali, più a rischio degenerazione, i nei dalle caratteristiche atipiche, per esempio con bordi irregolari e colore non uniforme.

    Per riconoscere tempestivamente un neo da tenere sotto controllo, è importante ricordare che il sintomo principale di un melanoma è costituito da un cambiamento nella forma, nel colore e nell’aspetto di un nevo preesistente. Ecco perché è fondamentale sottoporsi a visite regolari dal dermatologo e controllare con altrettanta periodicità tutta la superficie cutanea, alla ricerca di eventuali anomalie. La periodicità consigliata per questi controlli dovrebbe essere, per i soggetti a rischio – coloro che hanno molti nei, hanno una pelle chiara o hanno famigliari con melanoma- dovrebbe essere ogni tre-sei mesi, per gli altri ogni nove-dodici mesi. Importantissimo anche l’auto controllo dei nei: le caratteristiche di un nevo che devono far sospettare la sua trasformazione in melanoma possono essere riassunte nella regola, riconosciuta a livello internazionale, dell’ABCDE.

    A come asimmetria: il neo normale ha quasi sempre forma regolare, rotonda e simmetrica; il neo anomalo ha invece forma asimmetrica e irregolare.

    B come bordo: un neo benigno ha un contorno lineare e regolare, mentre una formazione maligna ha bordi irregolari e frastagliati.

    C come colore: un neo normale ha un colore omogeneo, mentre se presenta più colori o delle macchioline più scure può trattarsi di un melanoma.

    D come dimensioni: un neo benigno misura meno di sei millimetri, se li supera è meglio farsi visitare dal dermatologo.

    E come evoluzione, età ed elevazione: un neo che cambia e si eleva oppure cambia di forma, dimensione o colore deve essere visto dallo specialista dermatologo. Inoltre, il melanoma è decisamente più frequente nell’età adulta mentre è estremamente raro nei bambini.

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