Mutilazioni genitali femminili: il 6 febbraio la Giornata Mondiale dice basta a questo orrore

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    Come ogni anno lunedì 6 febbraio ricorre la Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili. E’ una data tanto importante quanto dimenticata, anche da noi ragazze stesse. Forse perché non ci coinvolge direttamente, ma da tenere presente perché comunque riguarda oltre 140 milioni di donne in tutto il mondo. Un dato aberrante, ancora più pazzesco se si considera che questa pratica viene abitualmente svolta su bambine di età compresa tra i 4 ed i 14 anni. In alcuni luoghi vengono “operate” anche entro l’anno di vita.

    Secondo l’OMS Organizzazione Mondiale della Sanità ogni anno vengono mutilate 3 milioni di bambine: si incidono o asportano i genitali esterni (clitoride) con lo scopo di privare il piacere sessuale in un’epoca futura. Una crudeltà fisica oltre che psicologica, basata su tradizioni che nessuno oggi può più accettare e che soprattutto è praticata nelle modalità peggiori. Di certo non in sala operatoria in condizioni igienico sanitarie adeguate e da mani esperte. Sono spesso le stesse madri a farlo, con l’ausilio di strumenti domestici. Anche in Europa, Italia, nell’appartamento sotto al vostro.

    Da qui una serie infinita di rischi per la salute delle bimbe che poi diventano adulte: infezioni e cistiti ricorrenti ma soprattutto un’alta mortalità materna durante il parto. Le donne così operate sono spesso soggette a rottura dell’utero! A rischio anche la nascita dei bambini stessi. Si stima che il Italia siano almeno 8 le ragazzine che ogni giorno vengono sottoposte a questa tortura. La Asl9 della provincia di Grosseto, ha inviato un questionario ai medici e pediatri di famiglia, ai consultori, alle ostetriche e ai ginecologi, per conoscere la diffusione del fenomeno sul territorio.

    Ma soprattutto ha organizzato una serie di iniziative rivolte agli immigrati e alla popolazione locale tutta, di sensibilizzazione ed informazione: presso i consultori dalle 10 alle 16 di lunedì 6 febbraio, gli operatori risponderanno – per telefono, per e-mail o di persona – alle richieste dei cittadini riguardo alle mutilazioni genitali femminili. Presenti in sede anche donne immigrate a testimoniare la propria esperienza. I Riferimenti:

    Colline metallifere-Follonica: viale Europa – telefono 0566/59521 – s.carnazza@usl9.toscana.it; Colline dell’Albenga-Orbetello:via Lungolago dei Pescatori, 12 – telefono 0564/869616 – g.nicaso@usl9.toscana.it; SDS Amiata Grossetana-Casteldelpiano: via Dante Alighieri – telefono 0564/914517 – c.burgassi@usl9.toscana.it; SDS Grossetana- Grosseto: via Don Minzoni, 9 – telefono 0564/485701 – c.cotoloni@usl9.toscana.it. Maggiori informazioni sul sito internet dedicato. Questo è solo l’esempio di una asl, ma ovunque in tutta Italia si svolgeranno manifestazioni similari: cercate quella più vicina a casa vostra.