Muore una donna a Barletta per un test clinico: sotto accusa i farmaci comprati via internet

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    farmaci acquistati online

    Un semplice test per le intolleranze alimentari ha ucciso una giovane donna di Trani e ne ha spedite altre due in ospedale. E’ accaduto in uno studio medico privato di Barletta, dove è stato utilizzato del sorbitolo risultato contaminato ed acquistato su internet, presso il noto sito di eBay. I due medici titolari dell’ambulatorio sono stati indagati per omicidio colposo, e mentre si cerca di fare chiarezza sui fatti il ministero della salute ha lanciato l’allarme, invitando chi ha acquistato questa sostanza online a non utilizzarla e a contattare i Nas che si sono attivati già in numerosi sequestri. Ma cerchiamo di comprendere meglio la situazione.

    Cos’è il sorbitolo e a cosa serve

    Il sorbitolo, presente in natura in molti frutti (pere, mele, ciliegie) è una sostanza dolcificante comunemente usata nell’industria alimentare, ed impiegata anche nella preparazione di kit per i test delle intolleranze alimentari (Breath Test) come nel caso specifico: si tratta di un’indagine diagnostica non accettata da tutta la comunità scientifica per l’efficacia, ma di certo, non considerata pericolosa. Come di certo il sorbitolo da solo, non può provocare irreparabili danni pericolosi per la vita di chi lo assume.

    La contaminazione del sorbitolo
    Il sorbitolo in questione era prodotto in Italia (a Rovigo, dove sono avvenuti i sequestri), per poi essere spedito nel Regno Unito dove veniva confezionato e distribuito. Ora bisognerà capire come e dove questa sostanza è stata alterata e perché. Forse all’origine? O alla fine, nello studio medico? Oppure durante il confezionamento? Ancora non è dato sapere: lo spiegheranno le indagini, ma tutto pone di nuovo l’accento su un pericoloso meccanismo, quello dell’acquisto dei farmaci online. I medici di Barletta hanno parlato di acquisto di integratore alimentare, mentre dal ministero della salute si parla di farmaco e quindi sia la vendita che l’acquisto sarebbe reato.

    Quali rischi dell’acquisto dei farmaci online
    Quando si acquista un farmaco online, spesso lo si fa perché più economico. Ma i rischi si tendono a dimenticare: non si pensa al fatto che non si conosce direttamente l’interlocutore, che i medicinali possono essere falsi o contraffatti, mal conservati, rimessi sul mercato dopo la scadenza. E questi principi di prevenzione valgono per tutte le sostanze: anche per gli integratori. Un altro aspetto particolarmente rilevante riguarda il fatto che si cercano online dei medicinali banditi in Italia, come alcune pillole dimagranti. Se nel nostro Paese sono stati vietati è perché sono stati riscontrati rischi superiori ai benefici per la salute: dunque perché mettere in pericolo la propria vita? Farmaci, integratori o rimedi naturali di qualunque tipo possono avere effetti collaterali imprevisti. Usare farmaci acquistati online significa anche farne un uso senza un regolare controllo del medico. Vale la pena?

    Foto: Higlu per Flickr

    Farmaci online: situazione attuale ed opinioni

    Sabato scorso una giovane donna ha perso la vita in seguito all’assunzione di presunto sorbitolo durante un test per le intolleranze alimentari. Il prodotto era stato acquistato online e subito questo particolare ha instaurato una serie di polemiche e dovute richieste di controlli per tutti i prodotti (farmaci o integratori) che vengono messi in vendita in rete. Ora la conferma: non si trattava di sorbitolo, che da solo non avrebbe mai potuto provocare quella reazione organica, ma di nitrito di sodio, un veleno letale se assunto in quantità elevata, come di fatto è accaduto. Alla base di tutto un errore di etichettatura probabilmente che assolverebbe in parte i medici sotto inchiesta, ma che conferma il rischio e la mancanza di controlli dei prodotti che vengono venduti online.

    Il 50% dei farmaci online è contraffatto

    Subito dopo il caso l’Aifa l’agenzia Italiana del Farmaco ha diffuso una serie di dati sconcertanti sui farmaci venduti in rete, frutto di un’indagine portata a termine insieme all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Escluse le numerose farmacie virtuali, assolutamente inesistenti, i farmaci venduti da quelle effettive sono risultati contraffatti: errata l’etichettatura rispetto al contenuto del prodotto, sostanze non ben identificate, principi terapeuti inventati o peggio sostanze illegali. Su 40.000 farmacie online solo l’1% risulta legale. Alcuni Paesi, anche in Europa, hanno autorizzato questo tipo di e-commerce: in Italia è vietato, ma come sappiamo bene, la rete non ha confini ed ognuno può acquistare quello che vuole e dal sito che preferisce.

    Quali i farmaci più venduti in rete?

    Sono gli psicofarmaci, i più richiesti: antidepressivi, tranquillanti, ma anche diuretici, antiepilettici, pillole dimagranti, steroidi e antiasmatici. Non mancano le famose pillole blu, il viagra, di cui sono ben noti gli effetti collaterali. A tutto ciò si aggiunge un infinito numero di integratori e sostanze dalle proprietà terapeutiche dubbie, ma definiti naturali. Per questo l’Aifa ha da tempo dedicato un opuscolo informativo proprio ai farmaci contraffatti in vendita sul web.

    L’opinione dei farmacisti

    L’occasione drammatica ha posto l’accento sul fai da te farmacologico, ricordando l’importanza di rivolgersi ad uno specialista. Il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI) Andrea Mandelli ha così commentato : “ vicende come questa rilanciano la necessità di rafforzare la sorveglianza su tutto il settore, aumentando la presenza del farmacista in tutti gli ambiti in cui si fa uso di sostanze che devono essere somministrate alle persone. Ancora oggi, per esempio, sono troppe le strutture in cui si fa uso di farmaci nelle quali non è presente il farmacista: dalle case di cura private alle residenze per anziani. “

    L’opinione dei consumatori

    La Federconsumatori in una nota ufficiale ha invece ricordato come il divieto di vendere o acquistare medicinali online non basti: ormai si tratta di un commercio che ha superato per introiti illegali quello delle droghe: servono controlli maggiori e dura repressione per provare a salvaguardare la salute dei troppi incauti cittadini. I NAS (Nucleo Anti Sofisticazioni) quotidianamente fa il suo dovere con sequestri ed arresti, ma indubbiamente serve qualcosa in più.

    Foto di Opellulo per Flickr

    Dolcetto o scherzetto?