Mucca pazza: una donna in fin di vita

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    Mucca pazza

    E’ in fin di vita, apparentemente priva di coscienza, ricoverata in un hospice per le cure palliative di Livorno. Sembra incredibile, ma è la vittima italiana numero 2 del morbo della mucca pazza, o per essere più precisi della variante del Creutzfeldt-Jakob che colpisce l’essere umano che ha mangiato carne bovina infetta. Sembrava un capitolo chiuso della storia della medicina, ma così purtroppo non è stato. Dal Ministero della Salute comunque invitano a stare tranquilli, non c’è rischio di epidemia ne di contagi. La donna probabilmente è stata infettata molto tempo fa, negli anni ’90, prima che scattassero le nuove normative ed i controlli sulla catena alimentare al riguardo.

    Alcuni casi di Bse ((Encefalopatia spongiforme bovina) sono ancora presenti. Non è del tutto chiaro il meccanismo che scatena la malattia nei bovini, (come pure negli esseri umani), anche se sono state eliminate le farine animali che portarono all’epidemia inglese nel 1995.

    Certo è che tutti i capi macellati vengono controllati e grazie alle etichettature se ne conoscono le origini.

    A proposito amiche, le controllate queste famose etichette sui pacchetti di carne che acquistate al supermercato? La carne “italiana”, spesso nel nostro paese viene solo macellata, o c’è semplicemente nata, per poi essere cresciuta e nutrita altrove, nell’Unione Europea ad esempio! E la cosa non mi piace molto ad essere sincera. Ne abbiamo già parlato per il caso della mozzarella blu.

    Ma tornando alla cronaca drammatica: la donna, madre di una bimba di soli 4 anni, dopo alcuni sintomi neurologici ha ricevuto la diagnosi di variante di Creutzfeldt-Jakob pochi mesi fa. Da lì la malattia degenerativa, che a tutt’ oggi non è curabile, ha avuto un decorso rapido (mentre l’incubazione sembra essere durata almeno 15 anni!)

    La variante umana del morbo della mucca pazza è stata identificata 14 anni fa in Gran Bretagna, dove è stata associata al consumo di carne di animali affetti da BSE (Encefalopatia Spongiforme Bovina).

    Nell’uomo si può anche parlare di variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob. Dopo un’epidemia animale con ripercussioni sull’uomo, avvenuta tra il 1996 ed il 2000, sono state attivate numerose norme per la tutela della salute pubblica e proprio pochi giorni fa John Dalli il commissario europeo per la Salute, ha affermato che l’Europa ha vinto la lotta contro la malattia.

    In Italia finora un unico decesso: una donna siciliana nel 2002. Dunque non ci sono rischi, ma di sicuro un pensiero costante ed affettuoso alla donna di Livorno e alla sua famiglia. Non si tratta di una semplice intossicazione alimentare, ma di una malattia degenerativa e devastante.

    Dolcetto o scherzetto?