Mozzarelle blu: 7 latticini italiani su 10 sono infetti

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    Mozzarella blu

    Ricordate il caso delle mozzarelle blu della scorsa estate? In principio avevano riguardato solo i prodotti caseari provenienti da uno stabilimento tedesco, ma poi, purtroppo quasi in sordina la questione si era allargata anche alle mozzarelle italiane. Il PM Raffaele Guariniello si era attivato immediatamente con un’inchiesta ed una lettera di sollecito al Ministero della Salute: le Asl avrebbero dovuto condurre di routine ( e per legge) determinate verifiche.

    Ma le Aziende Sanitarie Locali non sono state in grado di farlo: la procura, grazie alla polizia giudiziaria ed i Nas ha dovuto sostituirsi ai servizi competenti. Ecco cosa ne è emerso secondo i dati riportati da 4 diversi professori universitari chiamati a svolgere le analisi chimiche e microbiologiche in questione: il 67% degli stabilimenti caseari italiani controllati, attraverso 1027 campioni di latticini, sono risultati fuorilegge, i prodotti, contaminati da numerose sostanze. Il batterio pseudomonas fluorescens è risultato essere il più presente: è quello responsabile della colorazione delle mozzarelle blu, e sappiamo non essere pericoloso per la salute, ma di certo non dovrebbe trovarsi nei prodotti caseari del nostro paese! Lo stesso dicasi per gli altri numerosi elementi nocivi riscontrati: il bacillus cereus, enterobatteri, Escherichia Coli, la salmonella ed anche il pericoloso stafiloccocus aureus.

    In alcuni campioni, invece, dal punto di visto chimico sono state trovate tracce di piombo, pesticidi ed altre sostanze che sembrano confermare quanto segue: la contaminazione non origina dal latte, ma dai passaggi produttivi dei prodotti caseari, durante i quali verrebbe usata acqua di pozzo (infetta perché assorbe sostanze tossiche dal terreno), anziché acqua potabile come legge vorrebbe. Da qui la lista numerosa dei produttori di formaggi “indagati” da Guariniello, che ha inviato una nuova missiva al Ministero della Salute con l’analisi dei fatti. Speriamo stavolta si faccia qualcosa di concreto per salvaguardare veramente la nostra salute: verificare e garantire l’applicazione delle leggi, da parte degli organi competenti potrebbe essere un buon inizio. Non si è ancora placata l’ansia per le uova alla diossina, tra le altre cose!