Mozzarella blu: il punto della situazione

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    Mozzarelle blu. Qualcuno dice che le abbia fatte Gargamella, lo storico personaggio dei Puffi, che voi mamme conoscete bene vero? Da scherzare c’è ben poco, per i produttori che adesso in piena crisi economica, rischiano pure l’effetto psicosi, ma soprattutto per chi, quelle mozzarelle le ha mangiate e le ha offerte anche ai propri figli. Care amiche, non dovete avere sensi di colpa. Sappiate che non siete le uniche. Eppoi non dovete preoccuparvi più di tanto.

    Il ministro della Salute Ferruccio Fazio ieri, nel corso di un convegno ha voluto tranquillizzare i cittadini, evidenziando come in Italia funzioni il controllo della sicurezza alimentare: “abbiamo una filiera di sicurezza degli alimenti straordinaria, che ci è riconosciuto anche dall’Unione Europea. Con i nostri sistemi di allerta è possibile contenere rapidamente episodi come questo”.

    In effetti, mentre l’allarme si diffondeva in Russia, Slovenia, Bielorussia e Francia, già era stato individuato lo stabilimento tedesco produttore delle mozzarelle blu. Da qui è stato possibile ricostruire tutte le marche delle mozzarelle incriminate, nonché le catene di distribuzione per procedere con controlli e sequestri a tappeto per tutto il territorio incriminato.

    Il ministero ha diffuso i nomi ed i luoghi (un po tardi a dir la verità): “Land” (vendute da Eurospin), “Lovilio” (vendute da LIDL) , “Malga paradiso” (vendute da MD discount), “Fattorie Torresina” di diversi lotti (vendute dal supermercato Todis) , “Mozzarella LD” (vendute presso LD) e “Monteverdi” (discount Fortè).

    La causa di tutto sembra essere un batterio, lo pseudomonas, molto virulento e diffuso, antibiotico-resistente. In un primo momento proprio a causa della colorazione si è parlato della versione Pseudomonas aeruginosa.

    L’allarme è stato spontaneo, visto che subito ci siamo ricordati della drammatica storia della modella brasiliana Mariana Bridi, ma che rimane un caso eccezionale e non deve preoccupare, soprattutto la moltitudine di persone che hanno un sistema immunitario sano.

    Presso l’Istituto di Zooprofilassi di Torino si propende invece per lo Pseudomonas Fluorescens, decisamente non tossico. Anche se per i risultati certi dobbiamo ancora aspettare, un’epidemia sembra scongiurata.

    Un punto a favore della Coldiretti però che ritiene i nomi di queste mozzarelle e le confezioni ingannevoli: inducono a pensare che si tratti di un prodotto italiano. Care amiche vi devo fare una confessione: hanno ingannato anche me. I miei figli andavano pazzi per le mozzarelline della Lidl che credevo fossere prodotte in Italia!

    Eppure non sono una sprovveduta, anzi, quasi una maniaca: vado a cercare l’origine della carne sulle etichette (e vi garantisco che trovarla di origine italiana è molto difficile), compro le uova in base al tipo di allevamento ed ho fatto l’orto sul balcone! Allora da domani tutti a pranzo con la mozzarella italiana! La salute non è a rischio.