Monokini 2.0: costumi da bagno post mastectomia [FOTO]

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    Monokini 2.0, costumi da bagno post mastectomia, perché chi l’ha detto che con un seno solo le donne debbano sentirsi diverse e meno femminili? “Who says you need two?” è lo slogan di questo progetto davvero particolare: “Chi dice che te ne servano due?” per chiarire fin da subito l’intento di Monokini 2.0, un’iniziativa socio-artistica dedicata alle donne che hanno sofferto di cancro al seno e che sono state sottoposte alla mastectomia.

    Una linea di costumi da bagno pensati per loro, per il loro nuovo corpo, per le loro curve, per esaltarne la femminilità, senza paura e senza bisogno di nascondere. Un progetto nato anche per gridare a gran voce che non si rinuncia alla femminilità neanche dopo un cancro al seno, con i capelli tagliati o il corpo provato dalla malattia.

    Un’iniziativa nata dall’idea di un gruppo di designer finlandesi che ha voluto ampliare il concetto di bello, l’idea standard di femminilità e tradurla in una linea di costumi da bagno dedicati alle donne che sono state vittime del cancro al seno, che l’hanno sconfitto e che hanno subito la mastectomia.

    Dieci costumi da bagno. Dieci modi di vestire il corpo femminile dopo la malattia, dopo la privazione di uno o entrambi i seni durante la mastectomia. Dieci donne che ce l’hanno fatta e non hanno voluto ricostruire il seno. Dieci donne, modelle d’eccezione, che non hanno paura né vergogna, che mostrano il loro corpo con orgoglio.

    Un progetto che ha dato forma a un pensiero e che ha dato vita anche a una mostra. Monokini 2.0 diventa una mostra, aperta fino al prossimo 7 settembre al The Finnish Museum of Photography di Helsinki, in Finlandia.

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