Metodi contraccettivi: quali sono e come scegliere quello giusto

La contraccezione prevede diversi metodi e dispositivi per prevenire le gravidanze indesiderate. La loro efficacia è generalmente espressa con la percentuale di donne che rimangono incinte pur usando tali metodi. Per capire quale contraccettivo è quello giusto è necessario conoscerli tutti e studiarne attentamente vantaggi e svantaggi.

da , il

    Come scegliere il metodo contraccettivo più adatto

    Quali sono i metodi contraccettivi disponibili? E come scegliere quello giusto? La prudenza non è mai troppa, soprattutto in fatto di contraccezione! Ecco perchè sul mercato sono disponibili diversi metodi contraccettivi, creati per rispondere alle esigenze dei vari e numerosi fruitori: quelli appositi per lui e per lei, quelli permanenti o reversibili, di barriera o ormonali. Insomma, c’è una certa varietà tra cui scegliere, e per trovare quello più adatto alla propria personalità, personale e di coppia, è necessario conoscere le loro caratteristiche, la loro fallibilità e i loro limiti. Vediamo più nel dettaglio i principali.

    Metodi barriera

    I metodi di barriera sono tutti quei sistemi contraccettivi, che tendono ad impedire l’incontro dello spermatozoo con l’ovocita. Sono metodi conosciuti già nell’antichità, di cui il principale rappresentante è il preservativo. La loro azione viene definita meccanica perchè impedisce fisicamente la possibilità di una gravidanza senza l’ausilio di ulteriori elementi chimici.

    Il vantaggio di utilizzare i metodi di barriera deriva principalmente dall’assenza di effetti collaterali sulla salute di chi li indossa. Tuttavia, la loro efficacia è limitata rispetto ai contraccettivi ormonali. I metodi contraccettivi di barriera sono:

    Preservativo maschile

    Il preservativo, o profilattico, è un dispositivo medico utilizzato come contraccettivo, che ha anche funzioni di protezione nei confronti delle malattie veneree. È costituito da una sottile guaina in lattice che si adatta perfettamente al pene eretto, grazie alla sua notevole elasticità.

    Negli ultimi anni, le case produttrici hanno ideato una vasta gamma di misure, forme, colori e persino aromi pensati per andare incontro a diverse esigenze. L’esempio tipico è la creazione di preservativi creati con materiali differenti dal lattice, come il polyisoprene, per evitare problemi allergici.

    La sua efficacia è piuttosto alta, tuttavia, il preservativo non è sicuro al 100% perchè può risentire principalmente di un utilizzo errato. Infatti è ancora convinzione comune che basti indossare il preservativo soltanto poco prima dell’eiaculazione per evitare una gravidanza, ma in realtà non è cosi. La scienza ha dimostrato che l’emissione di gocce spermatiche possano fuoriuscire dall’inizio dell’intero rapporto sessuale penetrativo, quindi risulta efficace solo se indossato prima del contatto tra genitali.

    Preservativo femminile

    Ancora poco diffuso in Italia, il preservativo femminile, o femidom, è costituito da una guaina in poliuretano di dimensioni maggiori rispetto a quello maschile, con un anello flessibile su entrambe le estremità, che serve per inserirlo in vagina e raccogliere lo sperma.

    Può essere inserito alcune ore prima del rapporto ed è più resistente di quello maschile in lattice. Tuttavia, come gli altri metodi barriera, la sua applicazione dev’essere effettuata in maniera corretta per poter usufruire di un’azione contraccettiva garantita. Se si utilizza correttamente, infatti, il preservativo femminile ha un’efficacia attestabile tra il 90 e il 95%.

    Diaframma

    Il diaframma è un metodo anticoncezionale femminile principalmente utilizzato negli anni ’80, ma caduto progressivamente in disuso, per la diffusione del preservativo che risulta più efficace nel prevenire le gravidanze e di più facile applicazione.

    È costituito da una cupola di gomma, a diametro variabile, che va inserita profondamente in vagina anche diverse ore prima del rapporto, per impedire il passaggio degli spermatozoi. Al contrario, del preservativo, può essere riutilizzato per diverso tempo, purché la sua conservazione rispetti determinate regole.

    La percentuale di fallimento del diaframma è maggiore rispetto agli altri metodi di barriera perchè può raggiungere il 18%. Per questo motivo, il suo utilizzo è molto spesso associato a creme spermicide che ne aumentino l’azione contraccettiva.

    Metodi ormonali

    La contraccezione ormonale prevede l’impiego di ormoni femminili, in particolare i progestinici, che in alcuni casi vengono combinati con gli estrogeni. Questo tipo di protezione può essere assunta per via orale (pillola anticoncezionale), attraverso le pareti della vagina (anello vaginale) o attraverso la cute (cerotto).

    Il funzionamento dei metodi ormonali ha come obiettivo principale il blocco dell’ovulazione. Altri effetti comprendono, però, anche l’ispessimento del muco cervicale e l’assottigliamento delle pareti uterine, per impedire la corsa all’ovulo agli spermatozoi.

    Tra i diversi contraccettivi, i metodi ormonali sono quelli a efficacia maggiore. Se assunti regolarmente, infatti, consentono la massima protezione anticoncezionale. Tuttavia, possono provocare diverse problematiche, soprattutto se assunti a lungo tempo, perchè controindicati in presenza di elevato rischio cardiovascolare.

    Pillola

    La pillola anticoncezionale è un farmaco con la più alta percentuale di efficacia. L’assunzione quotidiana di piccole quantità di progestinico ed estrogeno inibisce gli eventi ormonali che inducono l’ovulazione. Esistono diversi tipi di pillola anticoncezionale, classificabili in base al contenuto ormonale. Tale dosaggio può essere fisso per l’intero ciclo, oppure variare di settimana in settimana, mimando la pulsatilità fisiologica del ciclo mestruale.

    In ogni caso, dopo 21 giorni di assunzione, la pillola estroprogestinica viene sospesa per 7 giorni in modo che si manifesti la mestruazione. Terminati i 7 giorni, l’assunzione della pillola riprende per un nuovo ciclo.

    Le pillole di ultima generazione sono formulate con livelli più bassi di estrogeni, in modo da garantire un’elevata azione contraccettiva, ma minimizzando tutti i possibili effetti collaterali. Se una volta i ginecologi erano concordi sul fatto che superati i 35 anni una donna dovesse abolire l’assunzione della pillola, oggi è possibile continuare anche dopo i 40, grazie alla pillola progestinica, un contraccettivo privo di estrogeni, contenente solo un derivato che ha la stessa azione del progesterone naturale.

    Da sempre, gli effetti negativi della pillola sulla salute della donna sono oggetto di studio, soprattutto perchè l’azione della pillola passa attraverso il fegato. Tuttavia, è importante che la sua prescrizione venga fatta dopo un’attenta anamnesi della paziente per accertarne la buona salute e il corretto stile di vita.

    Anello vaginale

    L’anello è uno strumento di contraccezione ormonale per uso vaginale a basso dosaggio, con efficacia paragonabile a quella delle pillole di ultima generazione.

    L’anello vaginale fornisce una protezione contraccettiva per un mese mediante l’inibizione dell’ovulazione. Il dispositivo può essere facilmente applicato e rimosso dalla donna stessa, ma per agire in maniera efficace deve rimanere inserito per 3 settimane, seguite da un intervallo libero.

    Al contrario dell pillola, gli ormoni rilasciati dall’anello vengono assorbiti direttamente dalla mucosa vaginale senza passare dal fegato. Questo riduce sensibilmente alcuni effetti collaterali, come nausea e diarrea. Inoltre, rimanendo in sede per tutto il tempo della sua efficacia, non c’è il rischio di dimenticarsene e per questo è un dispositivo particolarmente usato dalle più giovani.

    Impianto contraccettivo sottocutaneo

    L’impianto contraccettivo sottocutaneo è una metodologia ancora poco diffusa in Italia. La scelta del bastoncino anticoncezionale, impiantato sotto pelle dal ginecologo, ha una durata di tre anni, per questo viene preso in considerazione principalmente da chi non intende avere una gravidanza nell’immediato futuro.

    Per l’assenza di estrogeni, il dispositivo sottocutaneo prevede pochi effetti collaterali, ma nonostante non influenzi in alcun modo la possibilità di avere figli, una possibile controindicazione per molte donne che l’hanno usato sembra essere l’alterazione del ciclo che negli anni tende a scomparire, pur ripresentandosi immediatamente dopo la rimozione del bastoncino.

    Cerotto

    Il cerotto contraccettivo è un metodo ormonale che dev’essere applicato sulla cute e cambiato ogni settimana per te volte consecutive, lasciando libera una settimana in cui si manifesterà la mestruazione.

    Il cerotto rilascia gradualmente una combinazione di estrogeni e progestinici attraverso la pelle, che impediscono l’ovulazione ed ispessiscono il muco cervicale, creando così una barriera che impedisce agli spermatozoi di entrare nell’utero. Se usato in modo corretto ha un’efficacia contraccettiva del 99% circa.

    Al pari dell’anello, l’assorbimento degli ormoni non avviene per via gastro-intestinale, riducendo così alcuni fastidiosi effetti collaterali.

    Spirale medicata

    La spirale medicata è un dispositivo a forma di T contenente progesterone, che dev’essere inserito dal ginecologo direttamente dentro l’utero. La sua azione dura fino a 5 anni, ma il dispositivo può essere rimosso in qualunque momento sempre recandosi dal medico.

    Il rilascio di ormoni da parte della spirale è molto basso e, a differenza degli altri metodi contraccettivi ormonali, non impedisce l’ovulazione, quindi non altera il ciclo mestruale della donna. Tuttavia, la scelta della spirale medicata viene spesso consigliata a donne che hanno già partorito perchè l’inserimento del contraccettivo potrebbe risultare per alcuni versi traumatico.

    Iniezioni pregestiniche

    L’iniezione progestinica è un altro metodo contraccettivo ormonale che inibisce l’ovulazione. Si tratta di un anticoncezionale molto affidabile, che rilascia l’ormone in maniera lenta senza particolari effetti collaterali. L’iniezione viene effettuata ogni tre mesi dal medico con la possibilità per la donna di interrompere il ciclo ad ogni trimestre.

    L’iniezione progestinica nonostante non sia ancora effettivamente diffusa in Italia, è comunque un metodo del quale si è osservata l’azione benefica verso i comuni disturbi del ciclo mestruale e verso alcune forme di tumore femminili a carico di utero ed endometrio.

    Metodi chirurgici

    La contraccezione attraverso i metodi chirurgici è considerata la più invasiva ma anche la più efficace. In molti casi, la fertilità ne viene permanentemente compromessa, ma ciò non esclude il fatto che siano metodi reversibili.

    La chirurgia contraccettiva è applicabile tanto alla donna quanto all’uomo, ma in Italia quella maschile è generalmente boicottata della comune percezione di devirilizzazione. Per entrambi gli interventi non vi sono effetti collaterali significativi a lungo termine e la chiusura delle tube diminuisce anche il rischio di carcinoma dell’ovaio. Tuttavia, sono metodi che possono avere forti impatti psicologici e per questo di non facile scelta.

    Chiusura delle tube

    La chiusura delle tube consiste nel bloccare le tube in modo tale che l’ovulo e lo spermatozoo non possono incontrarsi. Ciò può avvenire con l’iniezione di sostanze sclerosanti, attraverso la laparoscopia, con un intervento dopo un taglio cesareo, o dopo un parto naturale attraverso un taglio all’altezza dell’ombelico.

    L’annullamento della sterilizzazione dipenderà in larga parte dal tessuto cicatriziale. Per questo motivo la chiusura delle tube è una pratica che viene principalmente eseguita su donne che non desiderano più avere figli o che presentano delle patologie per cui una gravidanza potrebbe risultare pericolosa.

    Vasectomia

    La vasectomia è la resezione, dopo legatura, dei dotti deferenti dell’uomo, dove si accumula lo sperma testicolare. In nessun caso si è dimostrato un intervento in grado di inibire o modificare le possibilità erettive del pene, il raggiungimento dell’orgasmo o l’eiaculazione.

    La vasectomia è un intervento di piccola entità, sicuro e poco traumatico. Gli interventi di rianastomosi, o il ricongiungimento dei deferenti, sono possibili grazie alla microchirurgia (tecnica attuata con microscopi operatori), ma solo nel 30% dei casi ha ripristinato l’attività degli spermatozoi conducendo ad una gravidanza. Questo comunque lascia intendere che l’intervento di vasectomia non è così irreversibile come solitamente si crede.

    Metodi naturali

    I metodi contraccettivi naturali riguardano generalmente pratiche fallibili, più o meno efficaci, che non prevedono né l’assunzione di ormoni né l’uso di procedure chirurgiche o mediche. Il rischio di gravidanza indesiderata che deriva dal loro utilizzo è di gran lunga superiore a quello degli altri metodi.

    Tante possono essere le controindicazioni relative ai metodi contraccettivi naturali a partire da quelli di carattere psicologico che potrebbero impedire una vita sessuale serena e soddisfacente, nonché la possibilità di gravi ripercussioni sulla salute fisica di entrambi i partner. Vediamo quali sono le pratiche relative alla contraccezione naturale.

    Coito interrotto

    Il coito interrotto prevede l’interruzione del coito prima dell’eiaculazione. Questo metodo ha il vantaggio di non richiedere alcuna pianificazione del rapporto sessuale né l’uso di alcun strumento aggiuntivo. Inoltre, non è costoso ed è utilizzabile quando non è disponibile nessun’altra protezione.

    Tuttavia, il coito interrotto presenta alcuni svantaggi da non sottovalutare sia maschili che femminili, infatti oltre ad essere poco affidabile per diversi motivi, può interferire con il piacere sessuale e può essere causa di problemi alla prostata, se praticato per lungo tempo.

    Metodo di Ogino-Knaus (o del calendario)

    Secondo gli studi del medico giapponese Ogino, la donna è potenzialmente fertile tra il 10° ed il 18° giorno, iniziando il conteggio dal primo giorno della mestruazione. Questo metodo è utilizzato principalmente per conoscere i potenziali giorni fecondi di una donna e, di conseguenza, programmare un concepimento.

    Tuttavia, il metodo di Ogino-Knaus viene utilizzato anche da quelle coppie che non hanno a disposizione o non accettano nessun altro metodo. È importante tuttavia tener conto del fatto che è di difficile attuazione nelle donne con cicli irregolari e ha una scarsa affidabilità in generale.

    Misurazione della temperatura basale

    Con la misurazione della temperatura basale, per via orale, rettale o vaginale, prima di alzarsi la mattina, è possibile determinare la data dell’ovulazione con una precisione di 1-2 giorni circa.

    Come nel caso del metodo di Ogino, la misurazione della temperatura basale è utilizzabile quando non è disponibile o accettabile nessun altro metodo contraccettivo, ma è anch’esso scarsamente efficace ed inaffidabile a causa dell’impossibilità di prevedere con certezza il momento dell’ovulazione.

    Metodo Billings (o del muco cervicale)

    Il metodo Billings consiste nel determinare il periodo fertile mediante l’osservazione del muco cervicale, che in prossimità dell’ovulazione diventa fluido, elastico e può essere stirato in lunghi filamenti.

    Con il metodo Billings la donna impara, pertanto, a riconoscere il suo periodo fecondo in base alle perdite vaginali: le sensazioni di umido corrispondono al periodo del ciclo fertile, quelle secche, invece, no.

    Pertanto, quando la donna riconosce quel particolare segnale inviato dal proprio corpo, la coppia dovrebbe astenersi dal rapporto per evitare una possibile gravidanza indesiderata.

    Indice di Pearl

    L’indice di Pearl è lo standard internazionale per valutare l’efficacia di un metodo contraccettivo. Per il suo calcolo, la scienza statistica utilizza il numero di gravidanze osservate di uno specifico periodo e il numero di cicli mestruali nei quali è stato utilizzato un determinato metodo contraccettivo.

    Rappresenta quindi il numero di gravidanze indesiderate che si verificano nell’arco di un anno su un campione di 100 donne che utilizzano il contraccettivo. Minore è il valore dell’indice di Pearl, più elevata è l’efficacia del metodo contraccettivo in questione.

    Idealmente, l’indice di Pearl di un contraccettivo assolutamente efficace dovrebbe essere pari a zero. Tuttavia, nessun contraccettivo, tranne l’astinenza, può dare una tale efficacia, neanche se usato correttamente.

    Di seguito vengono riportati i valori relativi ai metodi contraccettivi sopra esposti, per dare la possibilità di un’ulteriore elemento di confronto nella scelta del metodo anticoncezionale:

    Metodo contraccettivoIndice di Pearl su 100 donne
    Preservativo maschile5-10
    Preservativo femminile5-10
    Diaframma anticoncezionale con spermicida5-15
    Pillola0,2-0,8
    Anello0,2-0,8
    Impianto sottocutaneo0,3-1
    Cerotto0,2-0,8
    Spirale medicata1-2
    Iniezione progestinica0,2-1
    Chiusura delle tube0-1
    Coito interrotto26-40