Meningite: vaccino, trasmissione, sintomi e cure

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    Meningite: vaccino, trasmissione, sintomi e cure

    Meningite: quando fare il vaccino? Come avviene la trasmissione? Quali sono i sintomi? E quali le cure? Molte domande e tanti dubbi ci colgono impreparati in questi giorni, in cui sempre più spesso si sente parlare di questa malattia e delle sue vittime. La meningite è un’infezione che colpisce le meningi, cioè quelle membrane che rivestono il cervello e il midollo spinale. Può colpire chiunque, indipendentemente dall’età o dal sesso, a causa della trasmissione aerea, ma è di più facile diffusione tra i bambini al di sotto dei 5 anni, ma anche tra gli adolescenti e i giovani adulti. Il modo migliore per evitare il contagio è sicuramente il vaccino, ma sono disponibili tutta una serie di cure e terapia per contrastare la malattia nell’organismo.

    La meningite, cos’è

    La meningite è una malattia, generalmente, di origine infettiva, conseguenza diretta di diversi agenti patogeni come virus, batteri o funghi. La forma virale, nota tecnicamente come meningite asettica, è quella più comune e meno pericolosa perchè può risolversi senza particolari complicazioni dopo una decina di giorni. Inoltre, i suoi sintomi sono molto simili a quelli di una banale influenza.

    La forma batterica, invece, può venir causata da batteri come il meningococco, l’emofilo di tipo b e lo pneumococco. In genere, è più rara della forma virale ed è quindi un problema più grave perchè può portare alla morte del paziente.

    I sintomi

    I sintomi della meningite dipendono dall’agente patogeno scatenante la malattia. Tuttavia, i sintomi più comuni che sono stati riscontrati più di frequente nei pazienti adulti riguardano:

    • Rigidità nucale
    • Febbre alta
    • Mal di testa e capogiri
    • Vomito o nausea
    • Perdita di lucidità e difficoltà a concentrarsi
    • Convulsioni
    • Battito cardiaco rallentato

    Nei lattanti, invece, i sintomi riguardano:

    • Temperatura interna instabile
    • Irritabilità
    • Inappetenza
    • Sonnolenza
    • Scarsa reattività agli stimoli

    Il vaccino e la prevenzione

    In Italia, ormai fin dagli anni ’90, è obbligatorio il vaccino contro l’Haemophilus influenzae b entro il primo anno di vita. Tuttavia, questo non esclude la possibilità di infezioni da altri microrganismi patogeni. Tuttavia, esistono tra i vaccini facoltativi, quelli contro i batteri della meningite, ma sono a pagamento. Questo è uno dei motivi principali che spinge i genitori a non vaccinare i propri figli, ma è importante sapere che questa scelta può portare a spiacevoli e fatali conseguenze come sordità o deficit neurologici, di varia natura, e nei casi gravi (5%) fino a provocare la morte. La meningite nei bambini non va quindi sottovalutata così come il vaccino.

    La prevenzione, ovviamente, passa in primo luogo attraverso la vaccinazione, come spesso Bebe Vio ha promosso e affermato. Tuttavia ci sono alcune accortezze di cui è bene tener conto se si sospettano casi di meningite nell’area in cui siamo soliti passare il tempo:

    • Evitare luoghi affollati
    • Lavarsi spesso le mani
    • Evitare contatti troppo ravvicinati con persone affette dalla meningite o venute a contatto con queste
    • Non condividere cibi, bevande, stoviglie, spazzolini o asciugamani
    • Se si viene in contatto con una persona infetta, consultare il medico
    • Vaccinarsi

    Trasmissione

    La trasmissione della meningite avviene per via aerea, attraverso il contatto diretto o indiretto con i liquidi corporei che fuoriescono da una persona infetta con gli starnuti o la tosse. Il contagio è quindi possibile attraverso gli starnuti, la respirazione o semplicemente stando vicino a una persona infetta che parla. Il periodo di incubazione solitamente varia da 1 a 7 giorni.

    Nel caso di bambini più piccoli, l’infezione della meningite si può trasmettere anche attraverso il contatto con le feci, oppure condividendo oggetti di uso personale di persone infette, come ad esempio asciugamani, stoviglie, fazzoletti, e altro ancora. Per questo motivo, le persone a stretto contatto con i malati vengono anch’essi messi sotto osservazione per alcuni giorni con profilassi antibiotica.

    Cura e trattamenti

    Se si sospetta un caso di meningite, la prima cosa da fare è quella di rivolgersi al proprio medico o a una struttura d’emergenza a seconda della gravità. In ogni caso verranno eseguiti degli esami di laboratorio per identificare il microrganismo responsabile della meningite. Quest’esame verrà eseguito attraverso il prelevamento di una piccola quantità di liquido cerebrospinale o di sangue. In caso di meningite virale, la terapia consisterà in un adeguato riposo, assunzione di liquidi e analgesici da banco.

    Nel caso, invece, si tratti di meningite batterica, il trattamento di elezione prescritto dal medico sarà a base di antibiotici per via endovenosa, a cui verranno aggiunte ulteriore terapie farmacologiche nel caso si presentassero altri sintomi.