Meditazione, chi la pratica è più sano e vive più a lungo

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    Meditazione benessere longevita

    Meditazione, una pratica antichissima, di origine orientale, legata alla religione buddista (ma ne esiste una “variante” cristiana molto in auge attualmente), che in molti stanno imparando ad apprezzare per i grandi benefici che se ne ricavano. A livello psicologico – perché la pratica meditativa ci insegna a “svuotare” la mente dai troppi pensieri, concentrando l’attenzione su un unico oggetto “di meditazione”, appunto – ma anche a livello fisico. Non a caso le persone che sono abituate a meditare, ritagliando del tempo prezioso nella loro giornata proprio per dedicarsi a questa pratica, godono generalmente di buona salute, oltre ad apparire molto serene, centrate su di sè e sempre con perfetto auto controllo.

    Inoltre, la meditazione ci allunga letteralmente la vita! Studi e ricerche sui benefici della pratica meditativa si stanno moltiplicando, segno che ormai non esistono più i rigidi confini mentali e geografici di un tempo, quando a meditare erano i monaci zen, e basta! Vediamo alcune recenti scoperte.

    Meditazione, il segreto per stare bene

    Uno studio condotto dall’Università di Sidney e pubblicato sulla rivista Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, ci svela il “segreto” di benessere di chi pratica la meditazione regolarmente. I ricercatori hanno coinvolto 350 australiani che erano soliti meditare giornalmente da più di due anni, e confrontato il loro stato di salute generale con i dati medi della popolazione dell’Australia estrapolati da quelli del programma federale National Health and Wellbeing Survey.

    Ebbene, i “meditatori” mostravano una salute migliore (soprattutto mentale) del 10% rispetto agli altri, come spiega uno degli autori della ricerca, lo psichiatra Ramesh Manocha: “Abbiamo scoperto che il profilo di salute e benessere delle persone che avevano meditato per almeno due anni era significativamente più alto nella maggior parte delle categorie salute e benessere rispetto alla popolazione australiana. La parte maggiormente marcata è stata una forte correlazione tra la frequenza dello sperimentare il silenzio mentale e una migliore salute mentale. Questa definizione si basa su quella che è la forma di meditazione praticata per secoli”.

    Meditazione per vivere più a lungo

    Anche l‘invecchiamento si previene con la meditazione. A rivelarlo è stata una ricerca condotta dall’Università della California e da quella di San Francisco. Chi si dedica alla pratica della meditazione, stimola l’attività di un enzima, la telomerasi, responsabile della longevità delle cellule. Come abbiamo visto, meditare regolarmente migliora le condizioni di vita, rafforzando il sistema immunitario, e aiutando a prevenire alcuni disturbi come le malattie cardiache o la depressione, una patologia dell’umore in aumento nella popolazione italiana. Ma questa antichissima pratica è soprattutto un potente strumento per aumentare le nostre aspettative di vita, giacché stimolando l’attività della telomerasi, un enzima complesso, di fatto previene il declino delle nostre cellule.

    Per giungere a questa conclusione, gli studiosi hanno condotto una serie di test, che hanno coinvolto 60 volontari, di cui 30 sono stati invitati a praticare sessioni di meditazioni tenute da un maestro indiano, per un totale di 6 ore al giorno. L’esito dell’esperimento ha dimostrato come i partecipanti, alla fine del periodo di training, avessero non solo un maggior controllo della propria esistenza e dei momenti di difficoltà, ma anche un livello di telomerasi molto alto. E lo stesso dottor Saron, ricercatore associato presso l’UC Davis Center for Mind and Brain e autore dello studio, ha precisato che, per quanto esista una correlazione tra i cambiamenti psicologici e l’attività dell’enzima telomerasi, non è la meditazione in sé a promuovere la longevità delle cellule, ma il benessere generale, che può derivarne. Il risultato è lo stesso, no?