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Medici obiettori di coscienza: in Italia 7 su 10 sono contrari all’aborto

Medici obiettori di coscienza: in Italia 7 su 10 sono contrari all’aborto
da in Aborto, News Mediche
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    Medici obiettori di coscienza: in Italia 7 su 10 sono contrari all’aborto

    L’aborto, in Italia, è stato introdotto nel 1978 con la legge 194. Oggi, coloro che si rifiutano di praticarlo sono gli obiettori di coscienza, medici che si rifiutano di ottemperare al loro dovere di ginecologi per non contraddire le proprie convinzioni etiche. Dalla relazione del Ministero della Salute, prodotta a inizio 2016, si evince che il numero di obiettori di coscienza in Italia continua ad aumentare di anno in anno. In alcune regioni, addirittura, la quasi totalità dei ginecologi si dichiara contro la pratica dell’aborto. Su un totale di 10 medici, ben 7 si rifiutano di dare assistenza a una donna che ha intenzione di interrompere la gravidanza.

    Rispetto al 2005, il numero degli obiettori di coscienza nel 2016 è aumentato del 12%. Il Molise è la regione italiana con la più alta concentrazione di ginecologi contrari alla legge 194, il 93,3%. A seguire, troviamo la provincia autonoma di Bolzano (92,9), Basilicata (90,2), Sicilia (87,6) e Puglia (86,1).
    La Valle d’Aosta, con il 13,3% di obiettori di coscienza totali, si riconferma la regione dove una donna trova molta meno difficoltà per interrompere la gravidanza. La seconda regione in lista, però, si distacca dalla prima per molti punti: l’Emilia Romagna infatti conta il 51,8% di obiettori di coscienza, seguita da Toscana (56,2%) e Friuli Venezia Giulia (58,4%). In pratica, su 94 ospedali con un reparto di ginecologia e ostetricia, solo 62 effettuano l’aborto, cioè il 65,5%. Per questo, secondo l’Europa la nostra legge sull’aborto “è una legge a metà”.

    obiettori-coscienza-per-regione

    In molti altri paesi occidentali, il numero degli obiettori di coscienza operativi sono in netta minoranza rispetto all’Italia. In Francia, tutti gli ospedali mettono a disposizione delle loro pazienti assistenza e servizi per l’interruzione di gravidanza. In Inghilterra, solo il 10% dei ginecologi è obiettore di coscienza, mentre in Svezia il diritto all’obiezione non esiste e non è regolato da alcuna legge. Chi non appoggia la pratica dell’aborto si specializza in altri settori medici.

    All’ospedale Cannizzaro di Catania, una donna di 32 anni è morta dopo aver partorito prematuramente due gemellini già morti.

    L’avvocato della famiglia della giovane ha denunciato come responsabile dell’accaduto un medico, obiettore di coscienza, che si è rifiutato di intervenire nella gravidanza a rischio. Secondo la ricostruzione dei familiari, il medico in questione avrebbe respinto la possibilità di estrarre il feto, affetto da gravi difficoltà respiratorie, fino a quando fosse rimasto in vita, perché contrario alla sua morale. La situazione clinica della giovane mamma era diventata problematica già da una settimana ma il medico ha deciso di non fare nulla per non effettuare un aborto. La donna è deceduta il giorno dopo la morte dei due gemellini.
    Il caso riapre la polemica contro gli obiettori di coscienza negli ospedali.

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