Mantenere il posto di lavoro quando si affrontano le cure per un tumore ora si può, per legge

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    Lavorare col cancro

    Tra le tante preoccupazioni di chi si ammala di tumore, ci sono anche quelle di natura economica. Le cure oncologiche – la chemio e la radio terapia – naturalmente, sono (o dovrebbero essere) gratuite, ma una persona che vi si debba sottoporre non può, spesso, proseguire la propria attività lavorativa come di consueto. Per lo meno durante i cicli terapeutici che, come ben sappiamo, sono in genere piuttosto pesanti da sopportare. Le lunghe assenze dal lavoro per motivi di salute non sempre sono “accettate” dall’azienda per cui si lavora, ma da oggi arriva una buona notizia: i malati oncologici avranno il proprio posto garantito per legge.

    Non solo, durante le fasi più critiche della malattia, potranno continuare a lavorare svolgendo mansioni più consone al proprio modificato stato di salute. Stiamo parlando di un decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri il 9 giungo scorso e fortemente voluto dall’Associazione Italiana Malati di Cancro (Airc), che rende attivo in via definitiva l’articolo 23 del collegato lavoro, di “delega al Governo di riordino della normativa in materia di congedi, aspettative e permessi”.

    Fuor di linguaggio burocratico, quali novità per i circa 690mila italiani in età lavorativa malati di tumore? L’articolo 7 del decreto legislativo garantisce loro il mantenimento del posto di lavoro e soprattutto il mantenimento della retribuzione durante le lunghe fasi di cura secondo le disposizioni economiche delle assenze per malattia (cosa che prima non era garantita).

    Inoltre, per quanto riguarda le mansioni: “chi è colpito da tumore può continuare a lavorare, ma le sue prestazioni possono cambiare”, spiega Marco Venturini, Presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), precisazione che permette, in buona sostanza, di modulare il proprio impegno lavorativo in base ad una riconosciuta forma di invalidità, anche temporanea, determinata proprio dalla malattia.

    Anche perché, come dimostrano recenti studi, dal punto di vista psicologico mantenersi attivi lavorativamente, è un aiuto concreto per combattere meglio il cancro. Diverse aziende italiane, come l’Enel e l’Inps, stanno già studiando dei percorsi specifici per il reinserimento dei pazienti oncologici i quali, inoltre, da ora in avanti non dovranno più sottoporsi alla trafila delle visite fiscali che tra l’altro possono configgere con i tempi dei trattamenti terapeutici. Insomma, ogni tanto anche questo scombinato Governo ne combina una buona!

    Dolcetto o scherzetto?