Quando fare la mammografia: a che età, come e perché

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    Mammografia per la diagnosi del tumore al seno

    Quando fare la mammografia? A quale età, come e perché? Scopriamolo in questo articolo.

    Il tumore al seno è, ad oggi, la forma tumorale più diffusa tra le donne. Per prevenirlo e diagnosticarlo precocemente, lo strumento ideale è la mammografia, un esame del seno semplice, veloce e privo di rischi, che può tagliare di netto il tasso di mortalità per il tumore alla mammella. Infatti, gli esperti hanno stimato che effettuare un regolare screening mammografico può ridurre del 45% la mortalità oncologica per il cancro al seno. Una diagnosi precoce è quindi il modo migliore per salvaguardare la propria vita. Inoltre, in Italia, la mammografia di screening è gratuita.

    Cos’è la mammografia?

    Insieme all’ecografia, consigliata come tecnica diagnostica alle donne di età inferiore ai 40 anni, la mammografia è l’alleata numero uno contro il tumore al seno. Si tratta di un esame che, attraverso la radiografia alle mammelle, analizza le loro caratteristiche morfologiche permettendo, così, di rilevare ed evidenziare la presenza di lesioni mammarie, in fase precoce, ma anche qualsiasi altra piccola alterazione, altrimenti invisibile ad occhio nudo.

    In genere, possono essere effettuati due tipi di mammografie:

    1. Mammografia di screening

    Questa tipologia è utile per tutte quelle donne che non presentano alcun segno, né sintomo, di tumore al seno. L’obiettivo principale dello screening mammografico è quello di poter diagnosticare precocemente il tumore attraverso un esame, perchè ancora troppo piccolo per essere notato o percepito dalla sola palpazione fisica. Più la diagnosi del tumore al seno è tempestiva, maggior probabilità di successo avrà la terapia.

    2. Mammografia diagnostica

    Indispensabile quando si hanno dei sintomi a carico del seno, oppure quando nella mammografia precedente sono state riscontrate delle anomalie. In questo caso, l’interpretazione della radiografia sarà minuziosa e attenta, proprio perchè il controllo è maggiormente mirato a un punto specifico del seno, laddove è stata riscontrata l’alterazione.

    Quando farla?

    La mammografia è un esame che dev’essere effettuato, indicativamente, dopo aver compiuto quarant’anni. Tuttavia, non è l’età a fare la differenza nell’analisi, quanto la morfologia e la struttura della mammella: la mammografia, infatti, può garantire risultati soddisfacenti solo dopo una certa età, ovvero in una certa fase della vita di una donna, quando la componente ghiandolare del seno, prima predominante, perde volume a favore del tessuto adiposo.

    Se prima dei quarant’anni la mammografia è sconsigliata, salvo casi eccezionali, il Ministero della Salute raccomanda lo screening mammografico, offrendolo gratuitamente ogni due anni, e senza l’impegnativa medica, tramite le ASL competenti territorialmente, a tutte le donne tra i 45 e i 69 anni.

    Chiarito il quando dal punto di vista anagrafico, non resta che chiarirlo da un altro punto di vista, quello ovulatorio e ormonale. Infatti, i medici consigliano di effettuare la mammografia tra il quinto e il 12 giorno dall’inizio delle mestruazioni, per evitare che l’esame coincida con il periodo di ovulazione, quando, cioè, la mammella in tensione potrebbe alterarne l’efficacia.

    Come viene effettuata?

    La mammografia è l’esame radiografico del seno, effettuato attraverso una bassa dose di raggi X. Durante l’esame si posiziona la mammella, cosparsa di uno specifico gel, su un apposito sostegno e la stessa viene leggermente compressa tra due piastre rivestite, per facilitare la rilevazione diagnostica. La radiografia viene effettuata in pochi secondi, sia dall’alto che lateralmente, grazie all’emissione di raggi ultrasuoni per nulla dannosi per la salute, tanto da potersi sottoporre anche durante la gravidanza. In pochi minuti, la sonda esamina con cura la morfologia della mammella per metter in luce eventuali anomalie. Poi, per verificare con precisione l’origine e il tipo di problema riscontrato, sono necessari ulteriori esami complementari, come l’ecografia, la risonanza magnetica o il prelievo di una piccola parte di tessuto del seno, utile per effettuare l’esame istologico.

    Controindicazioni e limiti

    Per sottoporsi alla mammografia, non sono necessarie particolari indicazioni, o specifiche preparazioni, ed è possibile escludere qualsiasi tipo di rischio o controindicazione. Inoltre, nonostante la compressione del seno, la mammografia non è dolorosa.

    Tuttavia, nonostante la mammografia eseguita a cadenza regolare sia il metodo più efficace per individuare qualsiasi cambiamento al seno, è bene specificare che alcune volte, potrebbe rivelarsi inutile come test di screening. Non tutti i tipi di tumori, infatti, riescono ad essere evidenziati con la stessa facilità di altri; a volte, invece, possono essere riscontrate anomalie poi ritenute dei falsi allarmi. Questo problema riguarda principalmente le donne che si apprestano ad entrare in menopausa: il tessuto che costituisce il seno, in questo preciso periodo, è denso e quindi più difficile da esaminare anche attraverso la mammografia. Con l’invecchiamento, però, il seno cambia e i possibili segnali sono più semplici da individuare.

    Perchè farla?

    La mammografia al seno è un esame molto importante per la salute delle donne, perché permette di diagnosticare diverse malattie a carico del seno e di prevenire i tumori alla mammella. Si calcola infatti che, per le donne tra i 50 e 69 anni, effettuando la mammografia regolarmente, è possibile ridurre il rischio di morire per tumore al seno di circa il 30%. Inoltre, è da ricordare che, dopo la menopausa, i tumori della mammella sono più frequenti.

    Infine, da qualche anno, sempre più spesso, le pazienti vengono sottoposte a mammografia digitale, una nuova forma di analisi, ancora meno invasiva di quella tradizionale e molto più accurata sia nelle giovani donne che in quelle in menopausa. L’unico neo, per ora, è il costo.