Mamme solo fino a 42 anni con la tecnica della fecondazione assistita, le Regioni vogliono imporre limite di età

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    Contro le mamme-nonne, le Regioni vogliono un limite d’età per la fecondazione assistita di cui il Sistema Sanitario nazionale garantisce il rimborso. Un nuovo taglio alla Sanità per rimpinguare le casse regionali, a corto di soldi? Forse, ma ci sono anche altre motivazioni, di carattere più specificamente etico. Intanto, definiamo la soglia-limite oltre la quale le aspiranti mamme non potranno più usufruire delle tecniche di procreazione assistita: 42 anni, 11 mesi e 29 giorni. In pratica, allo scoccare dei 43, una donna sarebbe automaticamente out, fuori target.

    Il tavolo interregionale sta attualmente lavorando ad un documento da presentare agli assessori regionali della Sanità, in cui appunto si mettano, nero su bianco, alcune regolette valide su tutto il territorio nazionale a proposito di fecondazione in vitro. “L’idea è di uniformare i criteri d’accesso a tutte le regioni – spiega Stefano Marson – coordinatore tecnico interregionale della Commissione Salute – Perché ora alcune hanno posto dei limiti e altre no”.

    Nel documento, peraltro, oltre al fattore età si sta anche valutando l’idea di inserire delle limitazioni anche per donne più giovani ma obese, troppo magre o ammalate di diabete, come anche definito dalla molto discussa Legge 40. Tuttavia, questo vincolo dei 42 anni sembra davvero eccessivo a molti medici, perché se è vero che sostenere economicamente il desiderio di maternità di una donna già in menopausa (quindi che abbia 50 e passa anni) è in effetti inutilmente oneroso, è pur vero che l’età naturale in cui una donna normale può concepire arriva fino ai 47 anni.

    Infatti, prima del 2004, anno dell’entrata in vigore della Legge 40, ci si regolava proprio secondo questi parametri, e l’età massima per poter accedere a queste tecniche di procreazione assistita e stimolazione ovarica era generalmente intorno ai 46 anni, compatibilmente con il quadro clinico generale della donna. Staremo a vedere se il documento verrà approvato con questi criteri, oppure la discussione (ancora aperta) porterà ad un innalzamento della soglia verso un’età più compatibile con quella naturale. Se penso che mia nonna partorì il suo ultimo (settimo) figlio all’età di 45 anni…

    Dolcetto o scherzetto?