Malformazioni uterine e difficoltà con la gravidanza

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    pancione donna incinta con fiore

    Le malformazioni uterine possono incidere sulle possibilità di portare avanti una gravidanza. E’ un concetto chiaro, che però ci piace anche approfondire per comprendere come e perché affrontare eventualmente la situazione, ma soprattutto per tranquillizzare un pochino chi ne è colpito. Le malformazioni dell’utero infatti rappresentano delle anomalie congenite che riguardano la formazione e lo sviluppo di questo prezioso organo riproduttivo. A differenza di quanto si creda, però si tratta di una problematica piuttosto comune per fortuna quasi sempre lieve: il 10% delle donne ne è colpita e nonostante questo affronta la gravidanza senza problemi. Solo per il 3% invece l’anomalia è tale da interessare l’aspetto riproduttivo, con infertilità o la possibilità di aborti spontanei ricorrenti.

    I sintomi delle malformazioni uterine

    Nella maggior parte dei casi tali malformazioni uterine non comportano sintomi, per cui si scoprono laddove si tenta di avere un bambino o in seguito ad anomalie del ciclo mestruale. E’ il caso estremo ad esempio dell’amenorrea primaria, ovvero della assenza del manifestarsi delle mestruazioni entro i 17 anni (che in taluni casi ad esempio può dipendere dal mancato sviluppo dell’utero stesso). Essenzialmente comunque occorre prestare attenzione in caso di dismenorrea (dolori mestruali forti), tendenza a sviluppare infezioni delle vie urinarie, o sindrome premestruale con intensi dolori al basso ventre. In tutti questi casi occorre rivolgersi al proprio ginecologo per valutare le cause: per individuare malformazioni uterine ci si avvale di strumentazioni di varia tipologia, dall’ecografia semplice a quella trans vaginale e fino all’isteroscopia.

    Ma quali sono le possibili malformazioni dell’utero?

    La più comune malformazione uterina è sicuramente quella definita utero setto: raramente incide sulla fertilità, mentre può essere causa di aborti ricorrenti. Può essere corretto con la chirurgia. Segue in ordine di incidenza l’utero bicorne che non provoca infertilità, può determinare aborto spontaneo, ma soprattutto parto prematuro. E’ dunque importante un cerchiaggio durante la gravidanza. Anche questa malformazione si può risolvere con la chirurgia (metroplastica). Piuttosto raro è invece l’utero unicorne, ovvero metà organo con una sola ovaia ed una tuba: il resto non si è sviluppato o lo ha fatto in modo errato, non totale. Ha una forte incidenza sulla fertilità: solo il 40% delle donne con questo problema riesce a portare avanti una gravidanza, che va affrontata anche in questo caso con un cerchiaggio. L’utero a sella o arcuato è una forma lieve di utero bicorne o setto e raramente da problemi. Rarissimo infine l’utero didelfo, consistente in due uteri diversi e separati con due colli uterini che sfociano in una singola o doppia vagina (75% dei casi). Doppie a volte anche tube ed ovaie. Può esser causa di aborti spontanei e parti pretermine. Può provocare dispareunia.

    Foto: Leonardodasilva per Flickr

    Dolcetto o scherzetto?