Malattie epatiche: quando la colpa è dei medicinali

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    Malattie epatiche. Troppo spesso si parla dell’uso errato o dell’abuso dei farmaci. Stavolta a lanciare l’allarme è la stessa Associazione Italiana per lo Studio del Fegato, in convegno a Roma presso il Policlinico A. Gemelli dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il fegato è l’organo deputato a depurare le scorie dell’organismo, ma soggetto a troppe sostanze tossiche potrebbe cominciare a non funzionare più bene ed essere preludio di malattie epatiche serie e pericolose, come l’epatite. La tossicità dei medicinali può dipendere da due fattori principali: l’iper dosaggio e la sensibilità individuale.

    Considerando i Dati OsMed 2009, che rappresentano un aumento di uso di farmaci del 3% rispetto all’anno precedente ed un’altra ricerca scientifica che evidenzia come le prescrizioni di farmaci in età pediatrica siano raddoppiate nell’ultimo decennio, è chiaro che occorre prestare attenzione: “un caso classico e già noto è quello del sovradosaggio del paracetamolo, farmaco per automedicazione usato per abbassare la febbre,soprattutto nei bambini” ha spiegato Antonio Grieco, responsabile dell’Ambulatorio per le Malattie del Fegato del Gemelli. “Un’overdose di questa sostanza può provocare un’epatite acuta, o addirittura fulminante!” Questo accade soprattutto negli Stati Uniti, dove la Fda ha promosso una campagna informativa al riguardo. Ma il problema tocca anche l’uso di un antibiotico comune, come la rifampicina.

    Il pericolo maggiore però è dovuto alla reazione individuale, non pochi i casi documentati di epatite da nimesulide ad esempio, oppure da uso congiunto di amoxicillina ed acido clavulanico (antibiotici). Queste particolari sensibilità epatiche ai farmaci rappresentano il rischio maggiore perché possono manifestarsi anche dopo molti mesi dall’uso dei medicinali. Allora che fare? I consigli degli specialisti mirano ad un uso più responsabile di tutti i farmaci, al controllo delle analisi del sangue almeno ogni 12 mesi per controllare la funzionalità epatica e per le persone affette da patologie croniche, almeno dopo 3 o 4 settimane dall’inizio della terapia, per verificare che non vi siano reazioni avverse. Una particolare attenzione va rivolta all’uso dei farmaci nei bambini.