Malattie cardiache e intimità: dagli esperti arriva il via libera (con prudenza)

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    Intimita e malattie cardiache

    L’intimità di coppia è possibile in chi soffre di malattie cardiache di una certa importanza, o sia reduce da un infarto o da un ictus? La questione è molto delicata, anche perché si ripercuote sull’equilibrio psichico del paziente, e ha conseguenze sulla sua vita sentimentale. Dagli esperti USA, giunge perciò un rassicurante via libera: si possono riprendere i rapporti sessuali anche con un cuore un po’ malconcio, purché si abbia l’accortezza di usare un po’ di prudenza.

    I cardiologi dell’American Heart Association (AHA), in un rapporto pubblicato sulla rivista Circulation, si sono occupati proprio di questo problema, affermando che: “L’attività sessuale è un fattore chiave per la qualità di vita degli uomini e delle donne con malattie cardiovascolari, e per i loro partner. Sfortunatamente, però, è raro che in un contesto clinico si affronti la questione”.

    Secondo il principale firmatario dello studio, il prof. Glenn N. Levine, infatti, molti pazienti con disturbi cardiaci, per timore delle ripercussioni sulla propria salute finiscono per astenersi senza alcun motivo dai rapporti intimi con il partner, il tutto a scapito della propria relazione e anche del proprio benessere psico-fisico, dato che la sessualità è una sfera fondamentale nella vita degli esseri umani, e anche una parte fondamentale nei rapporti d’amore.

    Spesso, poi, il problema di questi pazienti, sia uomini che donne, è il disagio ad affrontare la questione con il proprio cardiologo, finendo per crearsi fisime inesistenti o, al contrario, per fare finta di nulla e seguitare ad avere rapporti magari proprio quando non sarebbe il caso. La cosa migliore sarebbe parlare apertamente con il medico, in modo da avere chiare delucidazioni e consigli su come procedere, anche in considerazione del fatto che i sofferenti di cuore difficilmente vanno incontro ad attacchi o scompensi cardiaci a seguito di un rapporto sessuale, che costituisce uno sforzo di breve durata.

    In linea generale, sottolineano gli specialisti, si possono comunque ridurre i rischi in chi ha subito un infarto o soffra di insufficienza cardiaca, grazie ad uno stile di vita che preveda attività fisica regolare e riabilitazione. Chi dovrebbe astenersi, in buona sostanza, sono soltanto i cardiopatici gravi che dovrebbero limitare ogni tipo di sforzo, e quindi anche l’attività sessuale, ma sempre e comunque dopo averne parlato con il proprio cardiologo. Per quanto riguarda poi le donne in post menopausa, i medici sottolineano che possono tranquillamente seguire, eventualmente, la terapia ormonale sostitutiva. In ogni modo, con prudenza, via libera all’amore!