Malattie autoimmuni, dipendono dall’eccesso di calorie nell’alimentazione

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    malattie autoimmuni

    Le malattie autoimmuni ed infiammatorie croniche si stanno diffondendo rapidamente, specie nel mondo occidentale e ricco e la colpa, secondo una scoperta realizzata dal gruppo Ieos-Cnr e pubblicata sulla rivista Immunity, sarebbe dell’eccessivo apporto calorico. Stiamo parlando di malattie pericolose, fortemente invalidanti come la sclerosi multipla, il diabete giovanile o l’artrite reumatoide. Non se ne sa molto finora e per questo è difficile curarle oltre che prevenirle.

    In particolare un determinato fattore non ben definito porta il sistema immunitario a distruggere alcune specifiche parti del nostro stesso organismo. Così nella sclerosi multipla, viene distrutta la mielina (la membrana che circonda le cellule neuronali, necessaria per trasmettere gli impulsi nervosi; nel diabete giovanile, si assiste ad una definitiva distruzione delle cellule del pancreas capaci di regolare la quantità di insulina necessaria all’organismo ed infine nell’artrite reumatoide si assiste all’erosione delle articolazioni. Ora il gruppo di ricerca internazionale guidato dal Prof. Giuseppe Matarese del Laboratorio di Immunologia dell’Istituto di endocrinologia ed oncologia sperimentale del CNR di Napoli ha identificato nella cattiva alimentazione ed in particolare nell’eccesso calorico, una delle possibili cause di tali alterazioni del sistema immunitario: tale condizione (per un meccanismo intracellulare che non sto a spiegarvi perché un pò complesso) bloccherebbe la crescita dei linfociti deputati a proteggere da tali malattie autoimmuni.

    Non a caso nelle patologie citate sono in numero ridotto. Al contempo la scoperta spiegherebbe anche la maggiore predisposizione alle malattie autoimmuni da parte delle persone obese o comunque in sovrappeso. Tutto ciò ovviamente apre le porte a nuovi percorsi scientifici e terapeutici. La ricerca è in corso già da 4 anni e coinvolge altri Istituti di ricerca nazionali come il Dipartimento di Biologia e Patologia Cellulare e Molecolare dell’Università di Napoli ‘Federico II’ ed internazionali come l’Università di Los Angeles e l’Università di Yale negli Stati Uniti. Il lavoro è comunque stato finanziato dalla Comunità Europea grazie al prestigioso European Research Council Starting Grant e a Telethon, con il supporto della Juvenile Diabetes Research Foundation Americana.