Mal di testa: le tre tipologie più frequenti

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    Il mal di testa è uno dei disturbi più frequenti e fastidiosi che affliggono gli italiani. Sono circa sette milioni le persone che in Italia soffrono spesso, e quasi abitualmente, di questo malessere. Esistono diversi tipi di mal di testa e quindi diverse cure che si possono effettuare per depennare completamente dalla propria vita questo fastidio che mette a dura prova la nostra resistenza fisica, ma soprattutto psicologica e mentale.

    E’ molto importante riconoscere la tipologia di mal di testa che “perseguita” il nostro organismo. E’ inoltre utile analizzare i sintomi e localizzare le parti del corpo che vengono prese di mira dal proprio malessere. Gli esperti hanno stimato l’esistenza di ben 150 mal di testa suddivisi in 12 categorie diverse. In particolare hanno evidenziato le tre tipologie più frequenti e il primo passo verso un’ auto-analisi esaustiva, chiamato dagli esperti anti-cefalea, è distinguere se il proprio mal di testa è uno di questi tre.

    La prima è la cefalea a grappolo che colpisce l’occhio, lo zigomo e la tempia con un dolore molto intenso che può durare da 15 minuti a 3 ore. Nella maggior parte dei casi sono gli uomini i più bersagliati (oltre il 75%).

    La seconda è costituita dalla cefalea tensiva che si ripercuote su tutta la fronte o la testa con una sensazione di oppressione del cranio più o meno intensa e con una durata variabile: da mezz’ora a una settimana. I medici sostengono, con molta probabilità, che tale cefalea possa essere causata da un’eccessiva contrazione dei muscoli del collo o dalla masticazione.

    Infine la terza tipologia di mal di testa più frequenti è la cosiddetta emicrania che tormenta un solo lato della testa con un dolore variabile di tipo pulsante con manifestazioni di nausea, vomito e intolleranza a luci e rumori. Anche questo mal di testa è altalenante e si può ripresentare a distanza di tempo con un intervallo che va dalle 4 alle 72 ore. L’emicrania è un malessere quasi esclusivamente femminile e può essere determinata dall’improvvisa dilatazione dei vasi sanguigni del capo.

    Se il disturbo permane nel tempo occorre tenere una sorta di diario in cui annotare la data dell’attacco, i sintomi, la durata e le possibili cause identificabili. Tale diario può essere poi analizzato da un medico esperto per fare una diagnosi corretta.

    Dolcetto o scherzetto?