Mal di testa: il placebo è più efficace dei farmaci?

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    Mal di testa placebo

    Alzi la mano chi di voi, amiche di Salute PF, non sa cosa sia un mal di testa. Credo che sia davvero esigua la percentuale di individui adulti che non sia colpito, almeno occasionalmente, da questo disturbo tanto comune quanto invalidante e doloroso. Con la testa che pulsa, che si tratti di emicrania o cefalea il discorso poco cambia, almeno a livello di malessere, è difficile portare a termine il proprio lavoro, quale che sia, nel modo consueto. E’ difficile mantenere rapporti sociali cordiali, perché il dolore ci rende insofferenti, irritabili. E’ difficile riposare e mangiare, anzi, molto spesso al mal di testa si associa anche la nausea.

    Il primo rimedio a cui si ricorre è, naturalmente, quello farmacologico, spesso in modo affrettato ed eccessivo. Tra gli analgesici prediletti ci sono soprattutto i FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei), che seppur venduti con molta tranquillità, se abusati possono dare degli effetti collaterali importanti, come si scoprirebbe semplicemente leggendo a fondo il bugiardino. E allora? Allora, sappiate che un placebo può fungere tanto quanto una medicina tradizionale, anzi, meglio.

    E’ quanto scoperto da un gruppo di ricercatori tedeschi, che ha condotto uno studio mirato proprio per scoprire in che percentuale un semplice placebo potesse avere la meglio su un doloroso mal di testa. La ricerca e i risultati ottenuti verranno pubblicati sulla rivista Journal of Manipulative and Physiological Therapeutics, ma noi ve ne anticipiamo qualcosa. La “somministrazione” del placebo, è stato efficace nel 36% dei casi, ma la percentuale è salita al 39,6% nei casi di emicrania o cefalea acute.

    Tanto per intenderci, un successo superiore di due punti percentuali e mezzo rispetto alle terapie farmacologiche. E senza effetti collaterali, naturalmente. Il placebo ha dimostrato di superare anche i risultati dei trattamenti preventivi, basati su tecniche di rilassamento, yoga ecc, che preuppongono un cambiamento graduale del proprio stile di vita. Ciò spiega per quale motivo, quando si effettuano i test di efficacia dei farmaci su un campione umano, il gruppo di controllo (ovvero quello che non assume il principio attivo del medicinale, ma il placebo) finisca per ottenere risultati migliori.

    “La possibilità di prescrivere un medicinale deve essere attentamente valutata in ogni singolo paziente – hanno spiegato gli scienziati autori dello studio – Il successo del trattamento dei gruppi di controllo negli studi clinici fa nascere il dubbio se la prescrizione sia sempre la scelta giusta”. Mi domando se non sarebbe possibile inserire, nelle confezioni dei soliti analgesici contro il mal di testa, una parte di compresse placebo, probabilmente nessuno percepirebbe la differenza…