Mal di denti: ascesso, carie e rimedi al dolore

Mal di denti: ascesso, carie e rimedi al dolore

    mal di denti

    Mal di denti: l’abbiamo provato tutti (o quasi) almeno una volta nella vita. Il dolore che scaturisce da una semplice infiammazione può diventare insopportabile, tanto da farci andare letteralmente fuori di testa. Quando i rimedi della nonna non possono venirci incontro e neanche i farmaci analgesici possono bastare, solo un dentista esperto può metterci mano e darci un aiuto concreto. Vediamo allora quali sono i sintomi, le cause e le terapie per il dolore delle due patologie dentali più diffuse: la carie e l’ascesso.

    • Carie:

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      • Sintomi:

        La carie consiste in un graduale deterioramento dei denti, che interessa lo smalto (il rivestimento protettivo del dente) e la dentina (la sostanza posta subito sotto lo smalto). Nei primi stati di erosione dello smalto, la carie è fondamentalmente asintomatica. Successivamente, quando i batteri riescono a raggiungere la dentina, si può avvertire dolore quando il dente entra in contatto con cibi troppo caldi o freddi. Una sensazione che si aggrava via via la il processo di erosione progredisce. Come abbiamo visto in passato, la carie può provocare anche alitosi.
      • Cause:

        La principale causa di deterioramento dei denti è la placca batterica, un aggregato di germi tenacemente adesi sulla superficie dentale. Le carie si formano quindi frequentemente dove la placca può accumularsi facilmente: sulla superficie dei denti posteriori, sulle superfici laterali dei denti e sul tratto vicino alla linea delle gengive. Per quanto sia praticamente impossibile evitare completamente la carie dentale, il rischio può essere notevolmente ridotto diminuendo il consumo di zucchero e attenendosi a una corretta igiene orale. E’ quindi importante lavare i denti almeno tre volte al giorno e, per una prevenzione completa, utilizzare giornalmente colluttorio e filo interdentale.
      • Terapie:

        Per eliminare la carie, debellare il dolore e scongiurare il rischio di un ascesso, il dentista deve eliminare la parte del erosa mediante trapanazione. La cavità viene quindi pulita e disinfettata accuratamente, per poi essere riempita con una sostanza apposita (in genere amalgama o cemento di colore simile a quello del dente). Nel caso i batteri abbiano scavato oltre lo smalto e la dentina, può essere necessaria l’asportazione della polpa infetta e la sostituzione della stessa mediante otturazione. Infine, quando non esiste un’altra soluzione, può essere necessario estrarre il dente.

    • Ascesso:

      ascesso dentale

      • Cause:

        L’ascesso è spesso la diretta conseguenza di una carie. Si verifica quando i batteri riescono a distruggere smalto e dentina fino a penetrare nel fulcro del dente: la polpa, dove sono situati nervi e vasi sanguigni. In altri casi i batteri riescono a raggiunger la cavità centrale senza dover “scavare”. Se un dente è scheggiato o usurato, ad esempio, possono penetrare attraverso una frattura o attraverso i vasi sanguigni danneggiati. Gli ascessi possono infine scaturire anche da malattie periodontali, nelle quali i batteri si accumulano nelle tasche profonde presenti tra denti e gengive.
      • Sintomi:

        Il dente colpito da un ascesso è dolente e/o pulsante. Normalmente risulta doloroso mordere o masticare. Se l’ascesso non viene curato in modo adeguato, i batteri possono scavare un canale attraverso l’osso in direzione della superficie gengivale, formando un’epulide che, scoppiando, rilascia pus (e a quel punto il dolore diviene meno intenso). Quando l’infezione si diffonde nei tessuti circostanti e nell’osso, i linfonodi del collo e delle guance tendono a gonfiarsi. Possono infine manifestarsi sintomi di infezione, come mal di testa e febbre.
      • Terapie:

        Un bravo dentista cercherà sempre di “salvare” il dente. L’ascesso viene allora drenato trapanando la corona del dente, fino a raggiungere la polpa, così da permettere la fuoruscita del pus. La cavità della polpa viene quindi pulita e disinfettata, per poi essere riempita con cemento per uso odontoiatrico e accuratamente sigillata (in alcuni casi si applica una capsula). Nel caso l’infezione abbia raggiunto i tessuti circostanti, il dentista può prescrivere una cura a base di antibiotici.

        Solo quando l’ascesso è provocato da una malattia della polpa dentale e l’infezione non può essere debellata attraverso un trattamento endodontico, il dentista deve necessariamente estrarre il dente. La successiva somministrazione di antibiotici permetterà di eliminare un’eventuale infezione residua.

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