Mal di collo cronico: troppi esami e farmaci, pochi esercizi

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    Quando si tratta di diagnosticare e curare un mal di collo cronico, i medici si sbizzarriscono e, nella maggior parte dei casi, esagerano. TAC, risonanze magnetiche, radiografie, farmaci antidolorifici, analgesici e chi più ne ha più ne metta! Spesso gli esami a cui vengono sottoposti i pazienti servono a poco e i medicinali vengono prescritti a sproposito. Gli utilissimi esercizi per il collo, invece, vengono consigliati solo al 50% dei pazienti. E’ il resoconto di un’indagine dell’Università del North Carolina.

    I ricercatori americani hanno intervistato oltre cinquemila soggetti affetti da mal di collo cronico. Tra questi, alcuni soffrivano di dolori localizzati anche da diversi anni ed erano passati da uno specialista all’altro alla ricerca di una soluzione, senza mai ottenere risultati tangibili. Dall’analisi delle risposte, è emerso che il 45% degli intervistati era stato sottoposto a radiografie, più di un terzo a risonanza magnetica, un quarto a TAC. Eppure per identificare i sintomi di un mal di collo cronico, spesso e volentieri basta una visita mirata e ben fatta.

    Altro dato da sottolineare riguarda l’uso sconsiderato e ingiustificato di farmaci antidolorifici. Oltre la metà dei pazienti intervistati assume antinfiammatori regolarmente, uno su tre fa uso di oppioidi. A quanto pare, la terapia farmacologica è considerata una facile e rapida soluzione. Vengono invece accantonati gli efficaci esercizi riabilitativi, consigliati solo a un paziente su due.

    E in Italia come vanno le cose? Ce lo spiega Feliciantonio Di Domenica, direttore del Dipartimento di medicina fisica e riabilitazione del Gaetano Pini di Milano: “L’unica differenza con i dati americani è forse la prevalenza dell’uso di analgesici oppioidi, da noi sicuramente inferiore rispetto agli Stati Uniti. Per il resto è tutto vero, c’è un certo abuso di farmaci, spesso per iniziativa dei pazienti stessi: molti arrivano alla prima visita dopo aver già tentato di risolvere il problema da soli con un antinfiammatorio. Ed è anche vero che la ginnastica riabilitativa è molto utile, soprattutto se l’origine dei dolori è muscolare o posturale: in questi casi dovrebbe essere la prima scelta.”

    Se i medici prescrivessero sempre la terapia corretta, la condizione dei pazienti migliorerebbe? “la ginnastica è efficace ma deve essere fatta bene e soprattutto con regolarità, molti non hanno la pazienza o la consapevolezza per farlo – continua Di Domenica-. Noi stessi, qualche tempo fa, abbiamo verificato che nel giro di un paio di anni solo la metà dei pazienti coinvolti in un programma di esercizi posturali e di riabilitazione per il mal di schiena continua a praticarli con regolarità”. Ci vuole quindi maggiore attenzione da parte dei medici, ma anche tanto impegno da parte del paziente.

    Dolcetto o scherzetto?