Mai più visite private per i medici ospedalieri, giro di vite del Ministro Balduzzi

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    Niente più visite in studi privati esterni per i medici ospedalieri, non sarà presto più possibile esercitare la doppia attività per i professionisti che siano già assunti da una Asl e operino in una delle strutture ospedaliere pubbliche. A spingere per il giro di vite è il Ministro della Salute Renato Balduzzi, che ha tenuto a chiarire, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera: “La fase transitoria è finita. Con la libera professione dei medici si fa sul serio”. Fino al 30 giugno del 2012 sarà ancora possibile, per i medici degli ospedali, effettuare visite private, con quella pratica che viene definita “intramoenia allargata”, ma dopo quella data ci sarà lo stop definitivo, con un anticipo dei tempi rispetto a quel 31 dicembre 2012 che era stato stabilito nel Decreto Milleproroghe.

    Per il Ministro è una questione di trasparenza della politica ospedaliera, quelle strutture che non si siano attrezzate per una corretta realizzazione dell’intramoenia, affinché venga veramente incontro alle esigenze del cittadino e non sia l’ennesimo trucco per lucrare sulla Sanità pubblica, non avranno deroghe di sorta. Si tratta di nuove regole che hanno lo scopo di far rispettare, innanzi tutto, i diritti dei cittadini.

    Se l’intramoenia, sottolinea il Ministro: “ Viene applicata correttamente con regole di trasparenza, controllo dei volumi di prestazioni private e liste di attesa, funziona perché fidelizza il medico“. Per chiarire di cosa stiamo parlando, specifichiamo che dal 1996 il medico che operasse in una struttura sanitaria pubblica, poteva anche esercitare la sua attività professionale a titolo privato fuori dall’orario di lavoro ospedaliero in forma extramoenia (quindi in un proprio studio con attrezzature proprie), o intramoenia (dentro le mura, letteralmente, ovvero utilizzando gli ambulatori della struttura sanitaria stessa).

    In questo secondo caso, però, l’onorario del medico dovrebbe essere concordato con il Direttore della Asl (che è il datore di lavoro del professionista), e parte dei proventi dovrebbe “tornare” alla Asl come sorta di rimborso per l’uso privato di attrezzature pubbliche. Inoltre, la prenotazione da parte del cittadino di una visita specialistica intramoenia, dovrebbe avvenire tramite la Asl e rispettando le liste d’attesa.

    Come potete intuire, non sempre questa normativa è stata rispettata, e molti medici hanno di fatto svolto attività extramoenia come fosse intramoenia (ecco perché “allargata”) e così ora arriva la stretta del Ministro. Dal 30 giugno, dunque, con la liberalizzazione della professione medica, quelle Asl che non saranno attrezzate per l’intramoenia, non potranno offrire il servizio ai propri utenti.