Maggior rischio diabete per chi lavora di notte a causa dell’alimentazione sbilanciata

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    Diabete lavorare di notte

    Le persone che lavorano di notte hanno un rischio di ammalarsi di diabete superiore del 60% rispetto a chi abbia un’attività professionale solo diurna. Stiamo parlando dei cosiddetti “turnisti”, specialmente donne, che per anni trascorrono le loro notti al lavoro, come gli infermieri, gli operai delle fabbriche, i vigilantes eccetera. Quando questo ribaltamento della giornata si protrae per decenni, allora non solo produce degli squilibri nei ritmi circadiani naturali dell’organismo umano, ma “sballa” il metabolismo e la produzione di insulina, senza contare che chi sta sveglio di notte per lavoro tende a mangiare di più e soprattutto a spezzare la fame con del cibo spazzatura.

    La scoperta è stata fatta dalla dott.ssa An Pan, nutrizionista presso l’Università di Harvard, grazie ad uno studio che ha coinvolto 170mila infermiere di notte che sono state seguite per 20 anni. Al termine è emerso che 20 anni di “turni” avevano aumentato le probabilità di diventare diabetiche del campione di ben il 60%, e inoltre aveva sortito effetti negativi sul loro peso, che era mediamente aumentato.

    Lo studio è stato pubblicato sulla rivista PlosMedicine, dove l’editorialista Mika Kivimaki spiega: “Il lavoro a turni è molto frequente, si stima che interessi circa un quinto dei lavoratori in tutta Europa. Per questo, se come pare sempre più evidente è connesso a un maggior rischio di patologie serie come il diabete, è opportuno pensare a strategie che migliorino la qualità della vita dei turnisti.

    Le cause che lo rendono “pericoloso” risiedono nel fatto che i turni interferiscono con il normale ciclo sonno-veglia regolato dal nostro orologio biologico: sappiamo che questi squilibri ad esempio facilitano la resistenza all’insulina e aumentano l’appetito e la tendenza ad accumulare chili di troppo, ma anche che i turnisti mediamente sono più sedentari. Tutto questo incide sulla probabilità di sviluppare il diabete”.

    Di recente, un altro studio aveva evidenziato che chi lavora di notte è più soggetto a stress e malattie collegate, motivo per cui effettivamente sarebbe il caso di “ristudiare” tempi e modalità di rotazione dei turni, laddove possibile, per cercare di ridurre l’impatto di questo stile di vita innaturale sulla salute umana.

    Dolcetto o scherzetto?