Lupus, la malattia autoimmune della pelle che colpisce le donne [FOTO]

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    Il Lupus è una malattia autoimmune, che colpisce essenzialmente le giovani donne tra i 15 ed i 45 anni. Nella sua forma più comune, il lupus eritematoso sistemico, arriva a colpire il 70% dei diagnosticati, con sintomi lievi o gravi a seconda dei casi. Anche gli organi colpiti possono essere diversi ed è per tale motivo che è difficile effettuare una diagnosi precisa (oltre che precoce). E’ una malattia cronica e può colpire nelle sue varie forme qualunque parte del corpo: le articolazioni, la pelle, gli organi interni.

    I vari tipi di lupus

    Quando si parla di “lupus” in genere si fa riferimento al lupus eritematoso sistemico (LES) che è il più comune (il 70% del totale della casistica). Questo può essere lieve o molto grave, e aggredisce ogni parte del corpo. Al contrario il lupus eritematoso cutaneo colpisce solo la pelle con eritemi, lesioni, perdica di capelli, ulcere, fotosensibilità o vasculite. Esistono due tipi di lupus cutaneo, quello discoidale trasforma le lesioni della pelle in vere e proprie cicatrici. Il Lupus cutaneo subacuto invece provoca lesioni che compaiono su parti del corpo esposte al sole, ma mai diventano cicatrici. Esiste anche un tipo di lupus indotto dai farmaci. Siamo parlando di effetti collaterali ben noti di medicinali usati per curare altre malattie croniche come la pressione alta, le convulsioni e l’artrite reumatoide. I principali principi attivi scatenanti sono il procainamide, idralazina, fenitoina, etanercept e adalimumab. Chiaramente va sottolineato che non tutte le persone in cura con questi farmaci sviluppano lupus ed in generale, laddove accade si tratta sempre di forme che non colpiscono mai gli organi interni. C’è infine il lupus neonatale che colpisce i bambini appena nati.

    Il lupus e le donne

    Più del 90 per cento delle persone affette da lupus è di genere femminile e l’esordio è tra i 15 ed i 45 anni, anche se tale patologia può colpire chiunque ed in tutte le fasi della vita. Una lesione cutanea o dolori articolari incidono in modo negativo anche sulla psiche, soprattutto delle giovani donne. Il lupus neonatale sembra essere provocato essenzialmente dagli anticorpi di madri malate (anche se non hanno ancora sviluppato la patologia, hanno una probabilità molto alta di incappare nei sintomi nel resto della loro vita.) Avere il lupus per le donne rappresenta però un particolare fattore di rischio per altri problemi che sono legati alla salute al femminile in età avanzata: parliamo di malattie cardiache (killer numero uno delle donne), ma anche osteoporosi e malattie renali.

    Foto: Quatipua per flickr

    Lupus, cause, sintomi e complicanze

    Come tutte le malattie autoimmuni anche il lupus è provocato da un’anomala risposta del sistema immunitario: quando questo funziona correttamente attiva una serie di anticorpi in grado di distruggere o comunque contrastare un individuo nemico, come un batterio o un virus. Nelle malattie autoimmuni invece il sistema immunitario individua come “nemici” alcuni tessuti sani del medesimo organismo. L’azione degli anticorpi da vita alle manifestazioni sintomatiche (come il dolore o la febbre) delle varie patologie autoimmuni.

    Le cause del lupus

    Le cause del lupus non sono ancora note. Di certo si sa solo che non è contagioso, ma gli scienziati hanno evidenziato anche alcuni fattori particolari che potrebbero innescare i sintomi in persone predisposte o avere un ruolo decisivo nello sviluppo della malattia stessa. Quali? L’ambiente e lo stile di vita ad esempio: il fumo di sigaretta e lo stress, la luce del sole ed alcuni virus sembrano essere fattori scatenanti in chi è predisposto; gli ormoni (estrogeni in primis) devono avere un ruolo determinante benché non ancora chiaro, nella malattia visto che ne soffrono essenzialmente donne in età fertile; predisposizione genetica; deficit del sistema immunitario.

    I sintomi del lupus

    I sintomi del lupus, come abbiamo detto, possono essere molto diversi a seconda del paziente colpito e dalla tipologia della malattia. Possono essere più o meno intensi, presentarsi da soli o in gruppo, essere costanti oppure tendere a scomparire per alcuni periodi (nella maggioranza dei casi). I segnali più comuni inviati dall’organismo sono comunque i seguenti: dolori articolari e rigidità, sia in presenza di gonfiore (edema) che senza; febbre per la quale non è evidente un’altra causa; stanchezza; eruzioni cutanee, soprattutto sul volto (naso-guance); alterazione inspiegabile del peso corporeo; anemia; difficoltà di concentrazione e di memoria; disturbi renali; ipersensibilità al sole, perdita di capelli; dolore toracico in caso di respiro profondo. Tra i sintomi meno frequenti invece troviamo l’irritazione degli occhi, mal di testa, vertigini, tono basso dell’umore.

    Le complicanze del lupus

    La maggior parte delle persone affette da lupus ha una vita lunga e abbastanza normale. Tutto dipende da come la malattia si sviluppa, se in forme più o meno gravi. Le infezioni sono la principale causa di morte tra le persone affette da lupus, ma per le donne in particolare esistono alte complicanze con gli anni che avanzano. Quando si ha il lupus ad esempio aumenta il rischio di malattia coronarica: questo perché la condizione immunitaria sembra aumentare anche la pressione sanguigna, il colesterolo ed il diabete di tipo 2; il tutto anche a causa dei sintomi: l’affaticamento ed i dolori articolari inducono alla sedentarietà. Da qui le donne affette da lupus hanno il 50% in più delle probabilità di avere un attacco di cuore rispetto alle coetanee. Inoltre la malattia del sistema immunitario in questione favorisce una perdita di massa ossea (peggiorata dall’assunzione di alcuni farmaci) il che aumenta l’incidenza di osteoporosi. Infine va evidenziato come la metà delle persone con lupus sviluppa nefrite lupica, una malattia dei reni. I problemi renali in genere iniziano qualche anno dopo l’insorgenza di altri sintomi e rappresentano una delle complicanze più gravi, anche se , individuati per tempo, possono essere adeguatamente curati. Basta tenere la situazione sotto controllo con analisi del sangue e delle urine.

    Foto: Akeg per Flickr