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Linfonodi del collo ingrossati: cause e rimedi

Linfonodi del collo ingrossati: cause e rimedi
da in Malattie, linfonodi
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    Linfonodi del collo ingrossati: cause e rimedi

    Quali sono le cause e i rimedi dei linfonodi del collo ingrossati?
    Potrebbe trattarsi di un banale mal di gola, ma anche del campanello d’allarme di qualcosa di più grave come un tumore o un linfoma. Un’eventualità frequente, ma non sempre preoccupante, che può interessare adulti e bambini, scatenando sintomi, come la febbre o il dolore, o semplicemente paura nei soggetti affetti. Di grandezza molto variabile che va da 1 fino a 25 millimetri, tener sotto controllo i propri linfonodi non è una pratica impossibile visto che è facile percepirli al tatto.

    I linfonodi vengono anche chiamati ghiandole linfatiche e sono degli organi di piccole dimensioni dalla forma rotonda che si trovano nei tratti linfatici. Simili a masse globose di grandezza variabile disseminate in tutto il corpo, nell’inguine, nell’addome e sotto le ascelle. Tuttavia, la delle zone del corpo in cui la presenza di linfonodi risulta massiccia è senz’altro il collo. Qui si suddividono in base alla posizione i linfonodi cervicali, sopra-clavicolari, sotto-mandibolari, sotto-mentali, e così via.
    Protagonisti del sistema circolatorio linfatico, i linfonodi agiscono come veri e propri filtri: qui le scorie e le sostanze nocive, come visrus e batteri, vengono metabolizzate dai linfociti, permettendo alla linfa che contiene i globuli bianchi di tornare al sangue purificata.

    Quando si sviluppa un’infezione localizzata, all’interno del linfonodo si riproducono gli anticorpi. Per questo motivo, il volume del linfonodo aumenta. Questa patologia, in termini medici, viene indicata con il termine di linfadenopatia ed è un fenomeno frequente soprattutto nei bambini, perché le loro difese immunitarie sono ancora deboli e, di conseguenza, l’organismo è più esposto all’azione dei virus o dei batteri. Molto raramente, si può essere in presenza di una malattia neoplastica.

    Spesso, tra i responsabili dell’ingrossamento dei linfonodi che si trovano nel collo ci sono le infiammazioni. In rari casi, la causa può dipendere da un tumore oppure da malattie immunitarie come ad esempio l’artrite reumatoide o il lupus.

    Tuttavia, le infezioni che riguardano i linfonodi ingrossati possono essere:

    • Faringite
    • Laringite
    • Tonsillite
    • Sinusite
    • Gengivite o ascesso dentale
    • Parotite
    • Stati unfluenzali
    • Mononucleosi
    • Toxoplasmosi
    • Tubercolosi

    Ancora più preoccupanti, però, possono essere altre patologie che hanno la capacità di manifestarsi con l’ingrossamento dei linfonodi del collo e non solo. Tra questi troviamo il linfomi non Hodgkin, un tumore maligno che prende origine dal tessuto linfatico, e il linfoma di Hodgkin, una forma rara di linfoma, caratterizzato dalla presenza di particolari cellule tumorali giganti, dette cellule di Reed-Sternberg, che si originano prima nei linfonodi e possono poi diffondersi ad altri organi. Inoltre, la condizione dei linfonodi del collo gonfi possono avere origine anche da:

    • Leucemia
    • Tumore alla gola o alla laringe
    • HIV/AIDS

    I sintomi causati dai linfonodi infiammati del collo possono essere molteplici e variano in base alla causa scatenante. Quest’ultima, inoltre, è la responsabile anche della diversa forma e consistenza del linfonodo, il quale può presentarsi gommoso, molle o duro.

    • Arrossamento cutaneo e calore nella zona interessata
    • Palpitazioni
    • Comparsa di brufoli intorno ai linfonodi gonfi
    • Debolezza e stato di malessere generale
    • Difficoltà a deglutire e a respirare
    • Dolore al tatto
    • Dolore cervicale e/o intorpidimento
    • Febbre alta, brividi e sudorazione eccessiva
    • Inappetenza
    • Rigidità del collo

    Molto spesso, i linfonodi del collo risultano dolenti o gonfi perchè attivati per contrastare una semplice infiammazione. In questo caso, identificata la natura e le possibili cause, il medico prescriverà una cura antibiotica ed antinfiammatoria per alleviare il dolore.
    Nel caso si trattasse di tonsillite, oltre ai farmaci, potrebbe essere necessaria l’asportazione chirurgica delle tonsille, una pratica molto comune, frequentemente utilizzata nei bambini. Invece, per curare i sintomi dell’ascesso dentale la terapia prevede l’uso di farmaci per contrastare l’infezione. Mononucleosi e toxoplasmosi necessitano soprattutto di pazienza e riposo e, se necessario, di farmaci antipiretici per alleviare gli altri sintomi.
    Nel caso dei linfomi, invece, la strategia terapeutica, chiaramente, è più complessa e articolata e si basa su farmaci chemioterapici e radioterapia.

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