Lifting? No: Smart Lifting

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    lifting smart lifting

    Dopo i 60-65 anni il lifting è l’unica soluzione per contrastare il cedimento cutaneo, le rughe, gli svuotamenti e l’avvizzimento della pelle del viso. Si tratta di un intervento chirurgico, molto complesso che dura dalle 2 alle 4 ore e può necessitare di un’anestesia generale oltre che di un ricovero se pur breve. Di recente però sono state messe a punto delle metodiche assolutamente più soft e meno invasive che, combinate tra loro, offrono un risultato definitivo, permanente ed equivalente al lifting tradizionale. Stiamo parlando dello Smart Lifting che riunisce in un’unica seduta tre tecniche diverse: il lipofiller (che utilizza il grasso della paziente come filler), il laser lipolisi ed il laser Co2 frazionato per il resurfacing.

    “Il tutto dura circa 90 minuti ed avviene in un’unica seduta. Può bastare un ambulatorio specialistico o, a seconda dei casi un ricovero in Day Hospital, grazie alla possibilità di operare con l’anestesia locale accompagnata (al massimo) da una leggera sedazione”. A parlare è la dottoressa Patrizia Gilardino chirurgo estetico e socio del Sicpre (Società Italiana di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed estetica) che aggiunge anche: “ lo scopo dello smart lifting è quello di contrastare con efficacia i primi cedimenti del volto, l’aspetto, il tono cutaneo e sottocutaneo, che cominciano a manifestarsi in modo preponderante intorno ai 45 anni. Serve cioè a giocare d’anticipo, quindi a rimandare o evitare del tutto la chirurgia plastica del lifting tradizionale”.

    In epoca di crisi parlare di bellezza ed estetica può sembrare riduttivo, ma pare che questa tecnica abbia anche dei costi estremamente ridotti rispetto al lifting (circa il 50%): dunque, meglio terapie soft piuttosto che affidarsi al low cost che può comportare dei rischi, a volte anche estremi come nel caso del falso medico che iniettava cemento al posto del botulino!