Lifting addio? Dal Giappone, gli attrezzi per un viso sempre giovane

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    Lifting e “punturine” non sono le uniche possibilità per combattere i segni del tempo. Se la ginnastica facciale è un’alternativa nota da tempo, dai siti di e-commerce del Sol Levante arrivano adesso nuovi dispositivi dall’aspetto magari un po’ inquietante, ma dalle promesse eccezionali: eliminare il problema – un problema chiamato cedimento – alla radice. Utilizzando questi strumenti, la muscolatura del viso verrebbe infatti a tal punto rinforzata da scongiurare la necessità di ricorrere al bisturi e alle infiltrazioni di acido ialuronico o di botox. Promessa realistica, inganno o semplice esagerazione?

    «Non ci sono dubbi sul fatto che tonificare i muscoli sia di grande aiuto» dice Marco Klinger, professore di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica all’Università degli Studi di Milano – Istituto Clinico Humanitas. «Da tempo, del resto, anche in Italia si utilizzano strumenti concepiti a questo scopo, che partono dal principio base di rinforzare innanzitutto la muscolatura del terzo medio del volto, cioè della parte inferiore del viso». Proprio questa – e soprattutto nelle donne – è la parte del viso che presenta i primi segni del tempo. «Il fulcro di questo processo di rafforzamento muscolare è la regione attorno alla bocca, dove del resto già a partire dai 35 anni si delineano i cosiddetti solchi nasogenieni, rughe verticali tra la parte esterna delle narici e quella delle labbra, che diventano sempre più profonde e contribuiscono a conferire al viso un’espressione stanca e triste».

    Per quanto utile, però, il rafforzamento della muscolatura non è sufficiente ad arginare i segni del tempo. «Con gli anni la produzione di collagene diminuisce e di conseguenza la pelle diventa meno elastica e più sottile – dice ancora Klinger -. Inoltre, progressivamente si modificano anche le guance e gli zigomi, che tendono a perdere volume e a “scivolare” verso il basso. È uno degli effetti della forza di gravità che, nel caso delle guance, arriva anche ad offuscare la linea della mandibola».

    Nessuna speranza, quindi, di evitare il bisturi? «Non si può generalizzare – dice ancora Klinger -. Innanzitutto, nel determinare il processo di invecchiamento bisogna tener conto del grande ruolo della genetica. Ancora, sono fondamentali le abitudini di vita: se può essere importante la ginnastica quotidiana, altrettanto lo sono lo stress, l’alimentazione, il fumo». Per finire, anche il lifting non è più quello di un tempo, ovvero non è più (e non solo) l’intervento ultra-strong di qualche decennio fa. «Oggi quello più richiesto è sicuramente il minilifting, con cicatrici corte e praticamente invisibili, in quanto posizionate dentro e dietro l’orecchio – spiega Klinger -. Soprattutto se abbinato al lipofilling, l’autotrapianto di grasso che ridà al viso la tipica rotondità della giovinezza, il minilifting permette di riposizionare i tessuti con grande naturalezza. Il tutto con una convalescenza davvero breve: in 7-10 giorni la situazione è praticamente ristabilita».

    Dolcetto o scherzetto?