Le scoperte più importanti del 2011 contro il cancro

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    L’ASCO, l’importante American Society of Clinical Oncology ha tracciato in questo scorcio di fine anno i maggiori progressi fatti in campo oncologico nel 2011. Sono 5 in tutto, ma particolarmente importanti: la prima buona notizia riguarda la conferma dell’efficacia del vemurafenib come farmaco per combattere il melanoma allo stato avanzato: la sopravvivenza dei pazienti trattati con questo antitumorale che agisce su alcuni geni del tessuto canceroso, è aumentata negli ultimi 12 mesi. Lo stesso dicasi per il melanoma metastatico e per un farmaco recentemente approvato e che sta dando buoni risultati, attivando la risposta immunitaria dell’organismo contro le cellule cancerose. Parliamo dell’ipilimumab.

    Un successo anche quello che riguarda la diagnosi precoce del tumore al polmone: protagonisti più di 50.000 volontari, fumatori o ex: questi sono stati sottoposti ad uno screening con una tac al polmone a basso dosaggio (per tre anni consecutivi) anziché la solita RX del torace. Il rischio di mortalità nei primi si è dimostrato inferiore del 20%, grazie appunto alla diagnosi precoce. Ma un successo secondo l’Asco, si è avuto anche nella terapia del carcinoma ai polmoni (che di recente sta interessando sempre più donne): grazie ad un farmaco biologico, il crizotinib. L’ultima importante scoperta riguarda invece la prima evidenza scientifica, ovvero la prima conferma che l’aromasin (ormone inibitore delle aromatasi), riduce il rischio di sviluppare il tumore al seno: un farmaco dunque preventivo molto utile per le signore in post menopausa ad alto rischio di contrarre questo tumore.

    Il professor Umberto Tirelli, oncologo di fama internazionale e direttore del Dipartimento di Oncologia Medica dell’Istituto Nazionale Tumori di Aviano ha commentato in una nota: “nuovi farmaci biologici e ormonali, accanto al miglior utilizzo delle indagini radiologiche nei soggetti a rischio, (come i fumatori), sono già in grado di portare a progressi che, seppur non risolutivi e che non devono indurre a trionfalismi fuori luogo, segnano la strada per il futuro, come terapie sempre più personalizzate sulla base delle alterazioni genetiche dei tumori che si vogliono trattare”. Il problema però, evidenzia Tirelli sta nell’alto costo di tali terapie per il nostro Sistema Sanitario che come sapete, e per fortuna, sono offerte gratuitamente a tutti i pazienti.

    Dunque? Meglio prevenire. Anzi lo stesso professor Tirelli sottolinea come “uno stile di vita sano può aiutare ad evitare il 40% dei tumori, lo conferma uno studio inglese recentemente pubblicato sul British Journal of Cancer; questo significa che eliminare il fumo, ridurre l’assunzione di alcol, adottare una dieta corretta, combattendo il sovrappeso e contemporaneamente facendo attività fisica regolare a tutte le età rimangono le regole auree per mantenersi in buona salute”.