Le protesi al seno erano scadute, donna muore 24 ore dopo l’intervento di rimozione

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    Morire per una rimozione di protesi al seno scadute. E’ la vicenda di (forse) malasanità che sta scuotendo in queste ore la città di Genova, e che riguarda una donna di 64 anni deceduta appena 24 ore dopo essersi sottoposta ad una operazione tutto sommato di routine. Un caso grave, che naturalmente ha portato all’apertura di un’inchiesta su cui le forze dell’ordine, comprensibilmente, mantengono il massimo riserbo. Si tratta di una notizia drammatica che si aggiunge agli scandali legati agli impianti al seno PIP difettosi (realizzati con silicone non a norma), che come ricorderete hanno portato e porteranno ben 30mila donne in Francia, e almeno 4-5mila in Italia, a doversi proprio sottoporre ad interventi per rimuovere le protesi sotto accusa onde evitare possibili complicazioni (tra cui infiammazioni e anche tumori).

    Ecco che, perciò, una notizia come quella che di cui stiamo parlando può creare molte paure e ansie tra le donne che vogliano per l’appunto sottoporsi a questo tipo di intervento.

    Protesi scadute: il caso di Genova

    La vicenda è accaduta presso il Reparto di Oncologia dell’Istituto Tumori del San Martino di Genova, dove la signora Concetta A., residente nel quartiere Marassi del capoluogo ligure, era stata ricoverata (su sua richiesta), per una semplice rimozione di protesi mammarie. L’intervento si era reso necessario perché gli impianti, che erano stati applicati al seno di Concetta nel 1996, quando la signora aveva 49 anni, erano ormai scaduti. Subito dopo l’operazione, però, la donna si è sentita male, e dopo un iniziale miglioramento che aveva portato anche ad una dimissione, le sue condizioni una volta rientrata a casa, sono degenerate fino al decesso. Una morte apparentemente inspiegabile, provocata da una pleurite fulminante, su cui ora stanno indagando i NAS dei carabinieri. L’autopsia, che ovviamente è stata disposta dal magistrato, forse potrà chiarire molte cose. Ma perché è necessario rimuovere le protesi mammarie dopo un certo periodo di tempo? E vale per tutti i tipi di impianto?

    Protesi scadute: perché è necessario rimuoverle

    In generale, delle protesi mammarie di buona qualità non hanno una vera scadenza, ma non sono neppure “eterne”, soprattutto perché è il corpo, nel frattempo, ad invecchiare, a cambiare forma. Per questo i chirurghi plastici garantiscono una durata senza problemi di 10 anni, dopodiché, è necessario effettuare revisioni e controlli costanti nel tempo. Eventualmente, proprio come aveva pensato di fare la signora genovese, si può anche pensare di togliere gli impianti vecchi, seppur integri, e sostituirli. In casi come questi l’intervento dura circa 45 minuti su anestesia totale, ma anche locale. Il chirurgo effettua le incisioni lungo le cicatrici del primo intervento, estrae le protesi e ne reimpianta di nuove. Quindi sutura, cercando, se possibile, di rendere le cicatrici meno evidenti. Se, invece, l’intervento si rende necessario per la rottura dell’impianto, allora chiaramente sarà più complicato. Poiché non è stato questo il caso della signora Concetta, non resta che attendere gli esiti delle indagini per scoprire cosa è andato storto in questo intervento di espianto.