Le parole che si formano nella mente si possono registrare, anche se restano mute

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    Parole mente

    I pensieri che formuliamo nella mente sotto forma di parole sono impulsi cerebrali del tutto uguali a quelli del linguaggio vero e proprio, e come tali possono essere registrati. In pratica, anche se restano mute, tutte le parole che si formano nel nostro cervello hanno pari dignità, perché nascono nello stesso modo, anche se nessuno le conoscerà mai perché resteranno confinate all’interno della nostra testa. Quanto volte abbiamo pensato, vedendo qualche persona con un’espressione facciale spia di un determinato e facilmente intuibile pensiero non espresso, quanto ci sarebbe stato bene un bel fumetto che uscisse fuori dalla sua bocca?

    Ebbene, forse in un prossimo futuro qualcosa di molto simile potrebbe avvenire davvero. I ricercatori dell’Università di Berkley (California, USA), coordinati dal dott. Robert Knight, sono riusciti a captare le onde cerebrali associate a determinate parole, quelle necessarie per formulare un discorso interiore compiuto, e quindi a dar loro dignità sonora come fossero state pronunciate. La scoperta è molto importante soprattutto per i risvolti pratici che potrebbe avere.

    Pensate alle persone che per vari motivi non possono parlare (magari perché affetti da paralisi, come i malati di Sla) o i sordomuti, attraverso un computer le onde cerebrali da loro prodotte per parlare nella loro mente, potrebbero essere captate e convertite in suoni comprensibili, o anche messe per iscritto, attraverso un apposito software.

    Una vera e propria rivoluzione che darebbe letteralmente voce a chi non ce l’ha. Per arrivare a questi risultati, pubblicati sulla rivista PlosBiology gli scienziati californiani hanno analizzato il cervello di pazienti epilettici che per dieci minuti hanno “pensato” una discorso, e cercato in modo meticoloso di associare ogni singolo input neuronale con la parola a cui corrispondeva, fino a creare la composizione perfetta. Una scoperta di cui sentiremo ancora parlare, letteralmente.

    Dolcetto o scherzetto?