Le mamme riprendono a fumare dopo il parto per “pressioni” sociali

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    Mamme che fumano

    Circa l’80% delle neo mamme riprende a fumare dopo il parto, nonostante per i nove mesi della gravidanza, o quasi, siano riuscite a tenere a bada il vizio. Dopo un’astinenza così prolungata, in teoria dovrebbe essere abbastanza semplice non ricominciare, eppure, non è questo ciò che accade. In realtà, a giocare un ruolo fondamentale nell’inclinazione delle mamme verso le sigarette dopo la nascita del loro bambino, è il fattore “sociale”. Frequentare fumatori – ad esempio, il proprio partner, i colleghi di lavoro, le amiche – ha un peso determinante molto più che non la dipendenza fisica dalla nicotina, che peraltro dopo tanti mesi risulta ormai ininfluente.

    Ad aver studiato il fenomeno, con tutte le implicazioni di carattere psicologico, sono stati i ricercatori di tre tra le più prestigiose Università statunitensi: Stanford, Yale e Washington, grazie ad una indagine condotta presso un campione di neo mamme giovani (età comprese tra i 18 e i 36 anni), per oltre il 60% bianche e con un livello medio alto di istruzione in oltre la metà dei casi. Alle donne è stato chiesto di rispondere a dei quesiti relativi alle proprie abitudini e alle relazioni sociali, specialmente mettendo in evidenza quanto queste ultime potessero influire sulla loro scelta di riprendere a fumare.

    Dopo aver analizzato attentamente le oltre 300 pagine prodotte dal campione, i ricercatori hanno rilevato che tutte le mamme avevano in qualche misura subito una sorta di “pressione” psicologica per riprendere il vizio del fumo, dato che improvvisamente si erano ritrovate a frequentare gli amici di sempre (fumatori), ma tagliate fuori dalla ritualità legata alle sigarette. Per questo motivo, e perché crearsi una nuova rete di amicizie e relazioni tra non fumatori era impresa titanica, la cosa più facile risultava semplicemente riprendere le abitudini pre-gravidanza.

    L’unica soluzione, volendo veramente non riprendere a fumare, che sarebbe la scelta in assoluto migliore, dato che sono ormai noti gli effetti deleteri di nicotina, tabacco e catrame sull’organismo umano, specie femminile, per non parlare dei danni del fumo passivo sui minori, parrebbe quello di entrare a far parte di gruppi di auto aiuto, che negli USA sono molto attivi.

    Pensavo, però, che non capisco che problema ci sia a continuare a vedere i soliti amici (fumatori), pur avendo smesso con le “bionde”. A meno che, il problema non sia più legato alla “tentazione”. Voi, care mamme (fumatrici e non) che ne pensate dello studio americano, vi rispecchiate in questa analisi?