Le donne del Sud Italia sono meno attente alla prevenzione contro il cancro al seno

da , il

    Tumore al seno mortalita

    Il tumore al seno è il nemico numero uno delle donne, perché l’incidenza, anche in giovane età, è purtroppo molto alta, e sconfiggere questo tipo di cancro, quando si scopre tardi, è una dura battaglia. Per questo, visto che tra le cause di morte della popolazione femminile pre menopausa è decisamente la prima, si sta battendo molto soprattutto sulle campagne di prevenzione. Solo controllandosi in modo regolare fin da ragazze, grazie ad esami di screening e mammografie, le donne possono “aggirare” il mostro ed eventualmente sorprenderlo quando è ancora in fase iniziale e può essere facilmente sconfitto.

    Per questo vi abbiamo segnalato l’importante campagna delle LILT “Il nastro rosa”, che permette a tutte le donne, per tutto il mese di ottobre, di effettuare esami diagnostici al seno e visite senologiche gratuite presso gli ospedali e gli ambulatori della LILT. Ho fatto questa lunga premessa perché purtroppo vi devo segnalare un dato veramente allarmante: nel Mezzogiorno d’Italia la mortalità da cancro al seno è esattamente il doppio rispetto a quella delle regioni del Nord e del Centro, e il motivo risiede tutto nella mancata prevenzione.

    Ovvero, la percentuale di donne che si sottopone a mammografia (un esame che permette di individuare subito, anche in fase veramente precoce qualunque massa estranea nel seno, fosse anche microscopica) nelle regioni meridionali è pari al 37,9%, contro il 76,6% del Centro e il rilevante 88,9% del nord. Tuttavia, non è solo per trascuratezza che le donne del Meridione si controllano meno, direi, anzi, che purtroppo è più legato ad un fatto di elefantiasi della Sanità Pubblica, visto che prenotandosi per una mammografia, ad andare bene la visita viene fissata non prima di un anno.

    Eppure le cifre parlano chiaro, come è stato evidenziato nel corso del Meeting sui nuovi farmaci per il tumore al seno che si è appena svolto a Roma, organizzato dall’Istituto Nazionale dei Tumori Regina Elena. “Non possiamo più permettere che la malattia ci colga di sorpresa – commenta il prof. Francesco Cognetti, Direttore di Oncologia Medica del Regina Elena e Presidente del Meeting – Grazie alla diagnosi precoce e alle terapie target in Italia vivono oltre 520mila persone che hanno avuto un tumore del seno. Un enorme successo che deve indurci ad incentivare ancora più la prevenzione primaria e secondaria, su cui esistono ampi margini di miglioramento”. Tanta strada è dunque stata fatta, nella lotta contro il cancro della mammella, ma tanta è ancora quella da percorrere.

    Dolcetto o scherzetto?