Le conseguenze dell’obesità uccidono 50mila persone ogni anno in Italia

da , il

    Obesita mortalita Italia

    Sono oltre 50mila i decessi annui riconducibili all’obesità, in Italia. Si tratta di un dato grave e tale da suscitare allarme, perché la gran parte di queste morti (quasi sempre premature) potrebbe essere prevenuta semplicemente se le persone adottassero stili di vita e regimi alimentari più salutari. La cifra è ufficiale, e proviene dagli esiti di un incontro delle società scientifiche che si occupano proprio di alimentazione e disturbi connessi (Fesin, Sio, Adi, Sia Net, Sisa, Sisda, Fimmg, Andid).

    In pratica, si è stimato che le malattie causate dall’obesità – soprattutto a carico dell’apparato cardiovascolare e metabolico, quindi dal diabete agli infarti, alle patologie coronariche – uccidono il doppio rispetto alle problematiche collegate con l’alcool e si avvicinano al numero di morti per fumo (80-90mila all’anno).

    Se ci pensiamo, si tratta di cifre da brivido, proprio perché in molti casi evitabili. Sempre dai dati emersi dal congresso, si apprende che il Servizio Sanitario nazionale italiano, spende proprio per curare le malattie da sovrappeso e obesità ben 25 miliardi di Euro all’anno, in pratica un quarto dell’esborso totale.

    Che l’obesità stia diventando un vero e proprio fenomeno sociale, oltre che un problema dai risvolti sanitari importanti, è ormai chiaro da anni. Il trend è in crescita, e purtroppo questo non solo pone il nostro Paese in linea con le tendenze globali del mondo industrializzato, ma addirittura ci mette ai primi posti. Pensate che solo i bambini sovrappeso sono circa un milione in tutta Italia.

    E proprio perché si comincia a combattere l’obesità da piccoli, si sta cercando di insegnare proprio a partire dalla scuole, l’importanza di una corretta alimentazione. Teniamo a mente questi dati, dipende un po’ da tutti noi far sì, con i nostri comportamenti virtuosi e un atteggiamento di maggior rispetto per il nostro corpo, che si avvii un’inversione di tendenza.

    Dolcetto o scherzetto?