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Le 10 piante più velenose e mortali per l’uomo

Le 10 piante più velenose e mortali per l’uomo
da in Erboristeria
Ultimo aggiornamento: Giovedì 24/11/2016 07:35

    Le 10 piante più velenose e mortali per l'uomo

    Siete curiosi di sapere quali sono le 10 piante più velenose e mortali per l’uomo? Da quelle che possono provocare irritazioni fino a quelle che portano all’avvelenamento, ecco quali sono quelle essenze belle ma cattivissime! I trattati antichi di botanica ne parlano come piante cattive portatrici di danni e di morte, le cui sostanze sono anche state utilizzate per omicidi e suicidi che sono passati alla storia. Dal filosofo greco Socrate ad Annibale, entrambi uccisi dalla cicuta, fino ai giorni nostri con alcune morti provocate dall’ingestione di piante di cui ne ignoravano la pericolosità. Conosciamole per evitare guai!

    Stramonio comune

    Lo stramonio, chiamata anche erba del diavolo o erba delle streghe è una comune pianta a fiore altamente velenosa. Le sue foglie contengono un’alta concentrazione di potenti alcaloidi che hanno proprietà allucinogene e narcotiche, e nei casi più gravi possono portare alla paralisi della muscolatura e del sistema respiratorio.

    Tasso

    Il tasso è una pianta velenosa, e dal suo nome greco, toxon, deriva il termine “tossicologia”. Conosciuto fin dall’antichità come pianta pericolosa, si pensa che sia suo il veleno dell’Amleto di Shakespeare con cui viene ucciso il padre del protagonista. La tossicità della pianta dipende dalla tassina, un potente alcaloide molto tossico per il cuore che non ha antidoti.

    Ricino

    Il ricino è una pianta molto bella ma anche molto cattiva. I suoi semi forniscono il famoso olio purgante, uno dei lassativi naturali più efficaci, ma anche la ricina, una sostanza tossica estratta dal rivestimento del seme per la quale non esiste antidoto e che può portare ad asfissia.

    Abro

    L’abro è un arbusto i cui semi di colore rosso vivo con una macchia nera alla base sono altamente tossici. La fitotossina abrina in essa contenuta è una delle sostanza vegetali più velenose e provoca emorragie multiple, shock e convulsioni.

    Cicuta

    La cicuta è una pianta che può causare l’avvelenamento e la morte per via di alcune neurotossine, fra cui la coniina, che causano la paralisi muscolare e respiratoria. Gli animali erbivori la sanno riconoscere e la evitano, mentre l’uomo la può utilizzare in piccolissime quantità come antidolorifico, ma solo sotto controllo medico.

    Oleandro

    L’oleandro è una pianta ornamentale pericolosa che va maneggiata utilizzando i guanti. La sua ingestione può provocare aritmia, ipotensione e morte per arresto cardio-circolatorio per via dei glucosidi cardioattivi che contiene. Il veleno dell’oleandro è stato utilizzato da Michelle Pfeiffer nel film “White oleander” per uccidere l’amante.

    Belladonna

    Utilizzata anche in alcuni rimedi naturali come pianta medicinale, la belladonna è una pianta le cui bacche, pur essendo molto belle ed invitanti, siano anche molto velenose. Conosciute anche come “ciliegie di Satana“, hanno effetti allucinatori, e nei casi più gravi provocano tachicardia, insufficienze polmonari e morte.

    Eupatorium rugosum

    L’Eupatorium rugosum è una pianta velenosa che contiene una quantità elevata di tremetolo. La tossicità della pianta provoca crisi cardiache e anche la morte, e se ingerita dalle mucche al pascolo, può passare nel latte e diventare anch’esso pericoloso.

    Aconito napello

    L’aconito napello è un bellissimo fiore molto tossico, fra i più pericolosi della flora italiana. Il suo veleno era conosciuto fin dall’antichità e veniva usato per avvelenare le punte di dardi e giavellotti. La parte più pericolosa della pianta sono le radici, la cui aconitina può portare anche alla morte.

    Mancinella

    La Mancinella, una pianta originaria delle Americhe, è l’albero più pericoloso e velenoso del mondo, tanto che nelle aree di maggiore diffusione viene segnalata da cartelli di avviso per evitare anche solo di avvicinarsi. Il frutto prodotto da questa pianta può essere confuso con una comune mela, ma in realtà è altamente tossica tanto da essere stata soprannominata “mela della morte” da Cristoforo Colombo.

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