La vita sarà più lunga per chi nasce oggi

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    Montalcini

    Nascere dopo il 2000 conviene: i nostri bambini hanno buone possibilità di vivere più di cent’anni. L’aspettativa di vita è infatti cresciuta, negli ultimi due secoli, di ben due anni e mezzo ogni decennio trascorso. Lo si deve soprattutto alla ricerca scientifica, che ha permesso alla medicina di compiere i passi in avanti che ci aiutano a vivere più a lungo. In tema di prevenzione, i mass media hanno dato una mano importante: siamo tutti più consapevoli riguardo a ciò che dobbiamo e non dobbiamo fare per stare in buona salute.

    Il demografo James Vaupel della Duke University di Durham nel Nord Carolina ha spiegato che “La vita si è allungata non perché la velocità cui invecchiamo è diminuita, tutt’altro: il motivo è che, grazie agli avanzamenti della medicina e alle migliori condizioni di vita, l’esordio di molte malattie è stato posticipato, quindi rimaniamo più a lungo sani e i ‘guai’ arrivano più in là nel tempo” e dunque si stima che “più della metà dei piccoli che abita la parte più ricca del pianeta raggiungerà i 100 anni d’età”.

    Noi italiani, insieme a spagnoli e svedesi, forse per il sole o per la dieta mediterranea, abbiamo un’aspettativa di vita tra le più invidiabili. Il primato però spetta senza ombra di dubbio al Giappone: solo in questo paese vivono oggi più di cinquemila centenari. Come direbbe Totò? Alla faccia del bicarbonato di sodio!

    In realtà, la longevità è un argomento che interessa da sempre gli scienzieati: in fondo sono mortali anche loro e l’elisir di lunga vita fa gola a tutti. Per scovare il segreto di chi ha superato i fatidici 100, studiosi di tutto il mondo hanno realizzato analisi approfondite del DNA e numerosissime indagini sulle abitudini alimentari dei fortunati. Il risultato? Tante ipotesi e poche certezze. Forse solo la Montalcini può darci qualche consiglio interessante…

    Personalmente sono d’accordo con chi diceva che “se vivere vuol dire durare, è meglio un 33 giri dei Beatles, che un 45 giri di Orietta Berti”.